Sicurezza
Allarme dei sindacati per i tagli imposti dal Governo che hanno quasi azzerato il Fondo sociale nazionale
«Stangata sui servizi socio sanitari»
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Il poliambulatorio di Aulla e Riccardo Varese presidente della Società della Salute della Lunigiana Replica di Varese (SdS): meglio ritoccare le spese che chiudere le prestazioni
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AULLA. Preoccupazione dei sindacati in merito ai futuri tagli sui servizi sanitari. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un documento congiunto in cui esprimono i loro timori, oltrechè chiamare in causa la Società della Salute. «Cgil, Cisl e Uil hanno avuto in questi giorni un incontro con la direzione della SdS da cui è emerso un quadro assai preoccupante per il destino dei servizi socio-sanitari in Lunigiana - scrivono nell'ordine i segretari Patrizia Bernieri, Andrea Figaia e Franco Borghini - per effetto dei tagli nei trasferimenti sul sociale decisi dal precedente governo che hanno quasi azzerato il Fondo sociale nazionale, delle difficoltà della nostra Asl e del calo del 40% del fondo per la montanità, la SdS della Lunigiana, nel giro di tre anni, ha perso trasferimenti per circa 3 milioni di euro. Per far quadrare il nuovo bilancio, sono previsti per il 2012 sia tagli, sia aumenti nella compartecipazione ai servizi». E qui le preoccupazioni dei sindacati: «È stata ipotizzata la sospensione di tutti i contributi per minori, come quelli per gli affidi, per anziani autosufficienti in situazione di disagio e per portatori di handicap, inclusi i compensi per gli inserimenti lavorativi. Le quote di compartecipazione sono elevate per i centri per disabili da 26 a 100 euro per utente; le quote sociali per le Rsa pubbliche sono elevate da 42 a 50 euro; quelle giornaliere per i centri Alzheimer aumentano di 3 euro al giorno. È una situazione che riteniamo insostenibile e che colpisce per di più un'area in grande sofferenza dopo le ferite della recente alluvione. Pur apprezzando lo sforzo della direzione di salvaguardare i servizi che creano anche occupazione, pensiamo che sottrarre a decine di utenti ogni forma di sostegno economico sia improponibile sul piano umano, sociale e anche economico». A questo punto i sindacati si chiedono: «Crede o no la comunità nel suo insieme che una famiglia per un minore sia meglio di un istituto e che vada incoraggiato chi generosamente apre la propria casa a un bambino in difficoltà? Ci sembra accettabile per la dignità di un disabile che lavora che non riceva in cambio un compenso, seppur minimo? Infine, crediamo che spenderemmo meno se tutte le famiglie che fanno fatica a provvedere ai loro anziani pensassero di chiederne il ricovero in qualche Rsa? Tutti i soggetti politici e istituzionali continuano a sostenere che il livello dei servizi socio-sanitari non deve subire flessioni e che crisi, tagli e necessità di ottimizzare i costi non devono gravare sui più deboli. C'è bisogno che tutti dimostrino coi fatti che credono in ciò che dicono, impegnandosi a trovare le risorse che servono per evitare questo scempio». Concludendo la nota, Bernieri, Figaia e Borghini dicono: «Sappiamo che non è facile, ma è necessario ed è un impegno che non può mancare proprio ora, in una terra già così provata dall'alluvione. Cgil, Cisl e Uil ritengono che sia indispensabile ripristinare un clima di serenità e di continuità nel confronto, di recente non sempre presente nei rapporti istituzionali con le parti sociali, per affrontare con serietà e spirito costruttivo una fase di sicuro non facile del governo della SdS». La replica di Varese. Chiamato direttamente in causa, il presidente della SdS dice: «Facile criticare. Comunque ritengo che una rivisitazione delle spese sia necessaria: meglio fare ritocchi seppure dolorosi anzichè tagliare i servizi. D'accordo anche su quanto concerne la situazione dei minori chiamata in causa dai sindacati, ma non del tutto su quella relativa agli anziani da noi assistiti, molti dei quali hanno possibilità economiche per usufruire dei nostri servizi. Comunque resto a disposizione per un incontro con le organizzazioni sindacali al fine di trovare, lo spero, quella coesione di intenti che può sconfiggere un allarmismo fuori luogo» conclude il presidente Riccardo Varese. F.P.
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