Sicurezza
Ripascimento, Pucci mette alle strette il Pd
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I LAVORI. Nonostante i lavori, ogni volta che cè la mareggiata un pezzo di spiaggia viene portato via dalla forza delle onde Il sindaco: «Non occorre essere scienziati per vedere il disastro»
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MASSA. Il sindaco Roberto Pucci replica alle polemiche scatenate dal Pd sul suo intervento all'assemblea organizzata dalla associazioni dei balneari. «Cosa avevo richiesto in quelle occasione? - si domanda Pucci -. Dopo aver visto le immagini delle opere fin qui realizzate, sotto la guida della Provincia, per la difesa della costa, ed averne constatato la scarsa efficacia, seppure sotto gli effetti di una forte mareggiata, ho richiesto di fermarsi per fare una verifica, fermo restando la necessità dell'intervento di urgenza a difesa dei bagni più colpiti dall'evento. Le immagini dall'aereo mostrano opere malamente realizzate, non allineate, talora con sacchi distanti uno dall'altro, in altri casi con spazi grandi anche oltre 50 metri». E continua il primo cittadino: «Non occorre essere scienziati per sapere che interruzioni lungo le barriere creano condizioni di accelerazioni della corrente con conseguente aumento dell'erosione costiera. Durante l'assemblea poi Riviera Apuana e la Compagnia del Mare, hanno chiesto notizie sui materiali utilizzati per la costruzione dei sacchi e le risultanze delle analisi fatte dalla Provincia. Notizie che l'assessore Magnani ha dato direttamente agli operatori presenti. Sono state fatte poi critiche relativamente alle modalità di esecuzione ed all'ordine dei lavori iniziati prima a Nord anzi che a Sud come precedentemente concordato». «A chiudere con le critiche una osservazione sulle modalità di controllo delle quantità di sabbia depositate sulla spiaggia - puntualizza Pucci -. Tutto ciò mi è sembrato più che sufficiente per chiedere ragionevolmente uno stop dei lavori e una attenta verifica dell'attuazione del progetto. La reazione del Pd qual è? Richiede le stesse cose del sindaco, accusandolo nel contempo di irresponsabilità. Non contento si inventa un progetto realizzato nientemeno che dal sindaco stesso bocciato a loro dire dalla Regione Toscana, giustificando così l'affidamento alla Provincia dell'esecuzione di un progetto fin lì portato avanti dal Comune di Massa. La verità è che il progetto di difesa della costa è partito con l'amministrazione Pucci del 1994, con risorse messe a disposizione della Regione Toscana dal Comune di Massa. Questo portò la Regione a dislocare risorse per ben 60 miliardi di vecchie lire nel 2001. Si è colpevolmente rimasti fermi fino al 2008, adducendo la scusa del Sin che, notoriamente, non include le aree a Sud del fiume Frigido. Si sono poi cambiati i progettisti e si è proceduto alla gara del primo lotto, che sta dando i risultati che ora vediamo. Il Pd che ora polemizza dov'era in questi anni? Si sta accorgendo solo ora con colpevole ritardo di quanto accade. Comunque meglio tardi che mai». E il sindaco conclude: «Visto che il nostro obiettivo è quello di realizzare le opere in modo corretto, ed evitare un ulteriore scandalo di cui la nostra comunità non ha davvero bisogno, ben venga anche l'impegno del Partito democratico alla lotta contro l'erosione, visto che difficilmente nel prossimo futuro avremo a disposizione risorse così ingenti come quelle ottenute nel 2001. Sulla questione, il presidente Angeli si dice disponibile a un incontro con il Comune. Se così è, non deve far altro che rispondere alla richiesta del sindaco, inviata per conoscenza anche al presidente della Regione, e fissare la data della riunione. Con una precisazione: che che lui ne dica, il Comune di Massa è stato fin qui rigorosamente "tagliato fuori" dalla questione. E se ora chiede di essere coinvolto, mentre potrebbe comodamente rifuggire da responsabilità che fin qui non poteva avere, e perché sente di dover dare, su un problema così grave ed urgente, il proprio contributo».
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