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MASSA. Farmacie come uffici informazioni e file di mezzora per comprare un'aspirina. ...
Melania Carnevali
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MASSA. Farmacie come uffici informazioni e file di mezzora per comprare un'aspirina. È ancora questa la situazione delle farmacie della nostra provincia a quattro mesi dall'entrata in vigore del provvedimento che ha introdotto il pagamento dei medicinali in base all'età e al reddito, e a uno dalla sua modifica, che prevede che l'esenzione dal pagamento non potrà più essere autocertificato ma dovrà essere certificato dall' Azienda sanitaria. Nonostante il netto miglioramento rispetto ai primi giorni di totale subbuglio, continuano infatti a essere numerosi i clienti dis-informati e le ricette incomplete, costringendo i farmacisti a fare anche da "esattori". «I medici hanno certamente le loro ragioni ma le ricette arrivano da noi non complete - spiega la dottoressa Desideri della Farmacia Comunale - e a noi tocca metterci insieme al cliente a calcolare il reddito. Solo stamani l'ho già dovuto fare quattro volte». Rallentamento nell'erogazione del servizio, file (e pazienza) sono parte di quel disagio che, i farmacisti (e i clienti), sono costretti ad affrontare dopo le tante novità nel campo sanitario. Sono ancora molte infatti le persone, sia anziani che giovani, che continuano a vedere in questo tipo di pagamento un rompicapo e a presentarsi in farmacia con ricette incomplete. «Sicuramente non è come i primi mesi, ma non capisco come mai - spiega la dottoressa Perfetti della Farmacia Menichetti di via Dante - ci siano ancora persone che non sappiano che bisogna sapere e dichiarare a quanto ammonta il reddito familiare nonostante se ne sia parlato così tanto. Noi cerchiamo di andare incontro e aiutarli, ma un altro grande problema è che molti, per di più, non sanno neanche quale sia il proprio reddito!!». «Non c'è comunicazione - commenta il dottor Stefanini, della farmacia a Turano - anche chi conosce il provvedimento, spesso porta ricette incomplete. Manca un quadro preciso al riguardo, bisognerebbe fare maggiore e più chiara informazione». Mancanza di informazione, quindi, ma non solo. Il sistema sembra essere troppo complicato da metabolizzare in pochi mesi; gli stessi farmacisti parlano di "leggi all'italiana", poco chiare e troppo complesse. «Non c'è chiarezza. - dice la dottoressa Bacciarelli della Farmacia Barletta - Le classiche cose all'italiana: si fanno leggi complicate senza spiegare come applicarle e senza dare i mezzi per farlo».
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