Finanza
Allarme Confartigianato: imprese apuane nella morsa della crisi economica
Riscuotere crediti, un'utopia
Aumentano le difficoltà con le banche, calano ordini e fatturato
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CARRARA. In un sondaggio della Confartigianato sulla crisi economica, su un campione di 150 aziende della provincia effettuato fra il 19 e 29 dicembre 2011, emerge che gli ordini sono in calo e aumentano le difficoltà delle imprese nel riscuotere i crediti. Rapporti in chiaroscuro con le banche. Gianfranco Oligeri, segretario generale della Confartigianato spiega che fra le aziende prese in considerazione, il 41% è del settore manifatturiero, il 25% dei servizi, il 27% dell'edilizia e il 7% dei trasporti. Sul totale, il 24% non ha dipendenti, il 60% ha fino a 15 dipendenti, il 16% oltre 15 dipendenti. La crisi finanziaria si fa sentire su investimenti e accantonamenti per il 58% delle imprese, inoltre l'80% ha risposto di avere riscontri negativi su ordini e fatturato. Problemi a riscuotere i crediti: l'85% a causa dell'allungamento dei tempi di pagamento. Per quanto riguarda le banche, il 68% delle ditte ha rilevato un peggioramento delle condizioni a causa di difficoltà di accesso al credito (62%), o per i tempi di risposta elevati (31%); le richieste di rientro riguardano il 29% delle imprese. Settore manifatturiero. Aumentano le difficoltà negli investimenti (51%), e gli effetti negativi sugli ordini e sul fatturato (84%). Aumentano i problemi a riscuotere i crediti. Edilizia. Il 45% di aziende denunciano un peggioramento nei rapporti con le banche. La difficoltà nella riscossione dei crediti è l'altro fattore negativo che porta l'edilizia in testa alla graduatoria di settore con un 82% di imprese che denunciano il peggioramento dei tempi di incasso rispetto alla media generale del 73%. Servizi. Anche qui problemi con le banche e sugli investimenti. Analisi dimensionale. Le imprese senza dipendenti (per lo più servizi e autotrasporto), non hanno ricadute significative su investimenti e trattamento di fine rapporto, soffrono molto per le riduzioni di ordini e fatturato e per i tempi di riscossione crediti. Le ditte con oltre 15 dipendenti, hanno grossi problemi di ordini e fatturato, e nell'accesso al credito. Le criticità oltre alla crisi. Le imprese mettono al primo punto la burocrazia (39%); il 34% indica le amministrazioni locali e il 46% il sistema bancario. L'11% imputa alla politica le responsabilità. Oligeri commenta: «Le imprese interpellate chiedono all'associazione di intervenire su banche e pubblica amministrazione. Confartigianato a livello locale e nazionale ha consigliato di rafforzare i consorzi fidi (anche chiedendo al Governo di far intervenire la Banca d'Italia per la riassicurazione dei finanziamenti erogati alle imprese), e vorrebbe interventi sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione mediante compensazione tra debito tributario e credito vantato dalle imprese nei confronti del pubblico, oltre che il differimento del versamento dell'Iva all'incasso delle fatture». «Ritengo che il sistema politico, per come si sono espresse le imprese intervistate, dovrebbe quantomeno riflettere».
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