La manifestazione
Ancora fiamme al campo nomadi
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La zona dell’incendio al LavelloSi sprigiona fumo acre, a fuoco plastica e batterie per ricavare rame
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CARRARA. Ancora fuoco al campo nomadi del Lavello, un'autentica emergenza continua. Questa volta le fiamme si sono sviluppate nel pomeriggio di sabato, giornata di San Silvestro, e nuovamente sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per scongiurare complicazioni. Proprio come nel giorno di Santo Stefano. Il 26 dicembre, all'arrivo dei vigili del fuoco, da una roulotte era stato scagliato un oggetto che aveva danneggiato il mezzo dei pompieri. Questa volta, almeno questo è stato risparmiato. Ma intorno alle 16 di sabato, una colonna di fumo densa si è nuovamente alzata, quasi certamente perché i nomadi sarebbero soliti bruciare i fili elettrici e le batterie per ricavare il rame. L'intervento dei vigili del fuoco - sul posto anche la polizia municipale - è durato circa due ore. Sul posto anche i consiglieri comunali Gianni Musetti della Destra, di Carrara, e Stefano Benedetti del Pdl, di Massa. Tuona Musetti: «Gli inquilini del campo nomadi continuano a fare quello che vogliono, fra cui appiccare incendi, tanto sanno che il sindaco non gli farà mai nulla. Le promesse di chiudere quel campo nomadi sono rimaste disattese, anzi, nessuno più si è preoccupato di monitorare la situazione che ormai, a detta anche dei cittadini che vi abitano vicino, sembra decisamente peggiorata». E spiega: «Il 31 dicembre molti cittadini mi hanno chiamato per avvisarmi di una immensa colonna di fumo che si alzava dalla zona industriale, arrivato sul posto, dopo aver avvertito le autorità, mi sono imbattuto in una lunga serie di incendi di rifiuti di ogni genere. Tre camion dei vigili del fuoco, 2 pattuglie della Polizia Municipale e diversi carabinieri. Circa 2 ore per poter spegnere tutti gli incendi, molto difficili da estinguere a causa del materiale plastico che vi era stato gettato. I cittadini che abitano dall'altra sponda del fiume erano infuriati, hanno chiesto pure che venisse sequestrato il materiale bruciato, anche perchè, come da loro testimonianza, ai nomadi fa comodo che vengano i pompieri a spegnere il fuoco, almeno fanno prima a raccogliere il rame che ne rimane. Gomme di auto, chilometri di cavi, pure un'automobile e delle batteria di macchine, insomma, quelle colonne di fumo che si elevavano erano veramente dannose per l'ambiente e per chi le ha respirate. In Comune si era votato anche un ordine del giorno per il superamento del campo nomadi, ma cosa è stato fatto dopo di quella approvazione? La Guardia di Finanza è arrivata a scoprire anche conti correnti con grosse cifre, intestati ai capi del campo, e quali sono state le sanzioni contestate? Insomma, non possiamo permettere che un pezzo del nostro comune sia una zona franca dove la legge non sussiste e vieni completamente ignorata. Al prossimo Consiglio comunale - annuncia lo stesso Musetti - chiederò l'immediato smantellamento del campo, una volta per tutte». Stefano Benedetti punta il dito anche contro la condizione igienico-sanitaria: «La situazione è gravissima, soprattutto per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie e la sicurezza sia dei residenti della stessa comunità nomade. La zona che costeggia i binari della ferrovia è completamente invasa di rifiuti di ogni genere e i bambini giocano in mezzo ai topi e ad animali di ogni tipo. Le roulotte sono riscaldate con pericolose bombole di gas che potrebbero trasformarsi in strumenti di morte per tutti coloro che vi vivono all'interno. Questa volta, rispetto alle precedenti, il fuoco oltre a sprigionare un fumo denso e maleodorante ha rischiato seriamente di fare una strage e per questo motivo, a mio avviso, è ipotizzabile il reato di tentata strage e quindi diventa necessario avviare una indagine per accertare le responsabilità di ciò che è accaduto. Chiedo, inoltre, a nome dei residenti della zona un incontro con il sindaco Zubbani per pianificare un percorso condiviso di allontanamento dei nomadi da tutta l'area di Lavello».
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