Finanza
Lanno che verrà. E il sindaco cerca un successore: mi ritiro solo se cè unalternativa valida
Tarsu, aumento del 5%
Chiara Sillicani
◗
IN CONSIGLIO. Roberto Pucci con Martina Nardi La giunta si divide sul rincaro. Pucci: 2012 di sacrifici
4 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Nella lunga lista di quello che il Comune ha fatto o progetta di fare, rischia quasi di passare inosservato. Eppure un aumento del 5% della Tarsu, di questi tempi e con l'arrivo della salassata Imu, si farà sentire eccome. Sia chiaro - e Pucci lo ribadisce nella conferenza di fine anno - la decisione non è ancora presa. Ma con i tagli ai trasferimenti dallo Stato e buona parte dell'Imu, appunto, che finirà nella casse romane, ci sarà poco da fare. Tema caldo comunque e «su cui in giunta si litiga». Del resto - e il sindaco lo ricorda - il terremoto Cermec si fa sentire. E, con quell'aumento Tarsu, nelle casse del comune entrerebbero 700mila euro in più. Non male, nonostante «il bilancio sia a posto e il patto di stabilità rispettato». Sulla Tarsu solo un accenno mentre Pucci ripercore il già fatto e il da farsi. Anche se, a dire il vero, nella conferenza di fine anno, il primo cittadino elenca tanto, ma non disegna una visione di insieme. Certo: «Noi non vogliamo essere la città degli scandali, le eccellenze ci sono», ma una panoramica sulla città che siamo o diventeremo Pucci non la traccia. Ipotesi successore. Anche se al futuro guarda eccome. Il tono è scherzoso, ma la butta lì: «Del resto abbiamo ancora sei anni davanti». Arlecchino si confessò burlando. Poi, prima di chiudere la conferenza, il sindaco si fa più serio: «Non ci sono ancora condizioni per il sì e per il no ad una mia candidatura». Sospeso tra qualche dubbio personale - spiega - e la ricerca di un'alternativa: «Per non sprecare il lavoro fatto». Insomma, Pucci, dopo anni di politica, vorrebbe «fare anche qualcos'altro», ma ci tiene a lasciare l'eredità nelle mani giuste: cerca un successore. E se non lo trovasse, beh, sarebbe disposto a scendere in campo. Per la quarta volta. Per valorizzare - questo il messaggio - tutto ciò che la giunta Pucci ter ha fatto. Quello già fatto. Il 2010 è l'anno delle frane. Il 2011 - spiega Pucci - l'anno degli interventi per quasi 15milioni di cui però 622mila sborsati da Palazzo civico (il resto dalla Regione). «Opere di messa in sicurezza, per il 90% già realizzate, dei versanti, da Parina, a Bergiola, al Candia. E intervento in corso a Lavacchio. Lavori fatti ai cimiteri di Forno e Guadine. Rotatorie. Senza dimenticare la gara per la piscina e i lavori di rifacimento delle piazze». I progetti. Il resto, però, è programmazione: interventi legati all'ospedale unico. «Finanziato per 1 milione e 800mila quello al Ricortola, 5 milioni per le altre opere tra cui lo spostamento del Silcia». 800mila euro saranno utilizzati per realizzare il nuovo ponte sul Frigido, all'altezza del parco dei conigli. A breve - parola di Pucci - il bando per la progettazione del Municipio 2 (20 milioni di investimento) all' ex Intendenza e la speranza che il soldi per le scale mobili siano trasferiti dalla Regione al rifacimento del nuovo mercato ortifrutticolo. La volontà di cominciare a breve i lavori a palazzo Bourdillon e ridare un teatro alla città. Tanti progetti quindi che dovranno scontrarsi con un 2012 «pieno di sacrifici, soprattutto per le famiglie». Rischio aumento. Certo - Pucci lo fa intuire - Palazzo civico fa il possibile per far tornare i conti: «L'organico - per parlare di costi - passa da 430 a 415 dipendenti, solo 0,6 dipendenti ogni cittadino contro una media di 1,1». Sette dirigenti in meno da pagare, cancellata la qualifica di dirigente anche per i direttori di farmacia. Soltanto 5 assunzioni nel 2011. Eppure le mense sono aumentate, anche se «sono aumentate pure le esenzioni» e le Tarsu potrebbe alzarsi. Aumenti e progetti. Ma a Massa - e al sindaco lo diciamo - manca quella visione d'insieme che fa di singoli interventi un pezzo di un ambizioso progetto di rilancio. Guardata con gli occhi di chi non la vive, è la città senza teatro e senza occupazione, senza luoghi aggregativi e palazzetto. Certo ci sono mare e apuane - e Pucci che questa «città l'ha scelta e non se ne pente» lo ricorda - ma non basta più. Non basta a Massa e non basta ai massesi. Questa è la sfida del 2012.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
