Sicurezza
Vertice in procura a Lucca: le indagini proseguono
Si scava nel mondo della droga per risolvere i misteri della serata
Gabriele Dini
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MONTIGNOSO. Chi ha portato la droga alla festa durante la quale si è sentito male Franco Panariello? E chi è stato il pusher che l'ha venduta? Summit in procura a Lucca tra il Pm Giuseppe Amodeo e gli investigatori che stanno indagando sulla morte del fratello di Giorgio Panariello, trovato morto la notte del 26 dicembre vicino uno stabilimento balneare viareggino. La sera del decesso, Francesco era in compagnia di due donne (una delle quali sarebbe versiliese e l'altra di Pisa) e di un uomo di Pietrasanta: i tre sono indagati per omissione di soccorso e omicidio colposo e sono difesi dagli avvocati Tiziana Pedonese e Pierluigi Pellini. Gli investigatori stanno cercando di risalire a chi avrebbe fornito la droga consumata durante la serata. Ma per capire quali saranno le conseguenze per gli indagati - e per lò'eventuale piusher - c'è da capire se il decesso è stato provocato realmente da un'overdose: per questo si attendono gli esiti degli esami tossicologici e istologici. Ad eseguire l'autopsia, è stato il medico legale Stefano Pierotti. L'avvocato della famiglia Panariello, Cristiano Baroni, ha detto che i suoi assistiti chiedono che sia fatta chiarezza sul decesso e che hanno ribadito come Francesco fosse uscito dal tunnel della droga da due anni; se c'è caduto di nuovo, sostengono, le responsabilità potrebbero essere delle persone che erano con lui la sera della morte.
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