Il Tirreno

Anche i manager alla mensa dei poveri

Alessandra Vivoli
I volontari alla mensa dei poveri di Marina
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I volontari alla mensa dei poveri di Marina

Un anno da record: serviti 20mila pasti caldi, volontari al lavoro anche per le feste

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 CARRARA. Oggi avranno in menù il risotto al sugo, la gallina bollita, insalata mista, frutta e panettone. Alla mensa dei poveri, della chiesa di Bassagrande a Marina, non esistono menù speciali: «Si mangia bene, sempre, altrochè» dicono i volontari impegnati in cucina. Loro sono al lavoro, bardati con grembiuli e cuffiette, anche in questi giorni di festa. E Milena, Roberto e tanti altri ci saranno pure domani: perchè qui aiutare il prossimo è una missione che unisce tanta gente comune. Insegnanti in pensione, ex poliziotti, casalinghe, studenti: sono davvero un plotone, i turni sono sempre «coperti». Anche quelli della distribuzione della spesa e del vestiario: questa, del resto è una Onlus che funziona a tempo pieno, tutti i giorni dell'anno.  «Io lo ripeto spesso, una mano ce la mette anche la Provvidenza divina - spiega la responsabile del centro sociale Caritas dell'Annunziata, Fiammetta Coppini Gobbi - A volte ci sono volontari che non sono in grado di coprire i turni: basta qualche telefonata e si risolve sempre tutto. Il grande cuore della gente è la nostra forza, anche quello di chi ci manda generi alimentari, e contributi».   I numeri: 20mila pasti caldi l'anno, 3870 docce. I giorni di festa, qui alla mensa in via Bassagrande, sono quelli in cui si vede meno gente: «Perchè a Natale e il primo dell'anno, ad esempio - ci dicono i volontari - gli autobus non fanno servizio regolare, e in molti non ce la fanno ad arrivare finb qui. Ma anche perchè tanti torvano appoggio in famiglie che li aiutano e non li lasciano soli».  Anche ieri di gente a pranzo ce n'era poca, protetta dalla massima riservatezza: «Noi nella sala dove si mangia non facciamo entrare nessuno, è giusto che chi si trova qui sia tranquillo». E ne sono passate davvero tante di storie, di persone: 20mila sono i pasti serviti quest'anno, con punte fino a 100 commensali a volta. In più di tremila, invece, hanno usufruito delle docce del centro, e sessanta famiglie - quelle soprattutto dove ci sono i bambini - della spesa settimanale. E la struttura, sommersa dai grandi numeri, ora rischia di scoppiare: tanto che si sta già pensando a un progetto di ampliamento.   Quando a chiedere aiuto sono professionisti caduti in disgrazia e padri separati. In mensa ne vedono di tutti i colori. E nessuno vuole mettere in piazza le storie di chi si è trovato in difficoltà, perchè la privacy qui è una cosa seria. «Per qualche settimana sono venuti a pranzo manager o professionisti che a causa della crisi si sono trovati in situazioni di grosso disagio, oppure padri separati, che hanno problemi economici - si limitano a dire i volontari - E queste situazioni stanno diventando molto più frequenti rispetto al passato. La nostra porta, è sempre aperta, per tutti».

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