Il Tirreno

«Ridate il sostegno a mia figlia»

Il Comune di Massa
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Il Comune di Massa

La protesta della madre di una ragazza disabile

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 MASSA. «Hanno tolto sei ore di sostegno su nove alla mia ragazza senza neppure avvisarci. Lo abbiamo scoperto dalla assistente che segue mia figlia che dal primo gennaio invece di aiutarla per tre pomeriggi alla settimana potrà farlo soltanto una volta». A parlare è la mamma di una giovane disabile minorenne che frequenta un istituto professionale di Massa. La donna prima di rivolgersi ai giornali ha provato a chiedere informazioni in Comune (che di fatto paga la coperativa che segue questi ragazzi che hanno una disabilità), ma non è riuscita a cavare un ragno dal buco: «Sono tutti in ferie e non trovo nessuno che sappia darmi una risposta precisa. Certo che se da gennaio mia figlia dovrà fare a meno dell'assistente per lei sarà un problema. Non da poco».  In effetti quello che fa la cooperativa è fondamentale. E non solo per la ragazzina, ma anche per altri giovani disabili. «A mia figlia quelle ore servono come l'oro. L'assistente in quelle tre ore se la porta fuori e le insegna a essere indipendente. Per tre volte alla settimana impara come fare la spesa, come attraversare la strada e come cercare di districarsi al meglio nella giugla urbana. Non è una cosa da poco, queste lezioni le consentono di poter pensare a un futuro indipendente, a farsi le sue cose senza dover chiedere favori a nessuno. E nove ore alla settiomana mi sembravano il minimo per imparare qualcosa. Adesso se le tagliano di oltre il sessanta percento e riducono il tutto a un pomeriggio e basta il rischio è che non servano a nulla».  Proprio per questo la mamma ieri mattina ha provato a farsi le sue ragioni in Comune («non possono prendere una decisione del genere senza comunicarci niente»), ma non ha trovato nessuno: «Sono in ferie e mi hanno detto che bisogna attendere la fine delle feste per vedere se è possibile riportare le ore di sostegno a nove». La ragazza non sa ancora nulla, perché prima di darle una notizia del genere la famiglia vuole essere sicura: «Quelle passeggiate con l'operatrice della cooperativa per lei sono una valvola di sfoga e non è giusto togliere anche questa soddisfazione. In più impara a come muoversi in mezzo alle altre persone. Spero che il comune e gli assistenti sociali si mettano una mano sul cuore e non facciano alcun taglio in questo settore. Sarebbe davvero un inizio di anno davvero brutto, sia per i disabili sia per le loro famiglie». Adesso bisogna aspettare che finiscano le feste, poi a bocce ferme provare a trovare una soluzione. Anzi trovare una soluzione.

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