Il dolore
«Ma sul porto è tutto già deciso»
◗
Viale a mare: si ipotizza una linea tranviaria Gli ambientalisti insorgono e scrivono al presidente della Regione
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Tutto è già deciso. La sostenibilità ambientale del progetto del porto è solo di facciata». Insorgono le associazioni ambientaliste, e scrivono una lettera aperta al presidente della Regione Toscana e agli assessori all'urbanistica e ai trasporti. La missiva è firmata da Carla Gianfranchi di AmareMarina; Mario Venutelli, Italia Nostra (sez.Apuo-Lunense); Bruno Giampaoli, Italia Nostra (sez. di Massa e Montignoso); Maria Paola Antonioli, Legambiente (Circolo di Carrara); Paolo Panni, Legambiente (Circolo di Massa) e Riccardo Canesi, Sos Litorale Apuano. «La presentazione delle linee guida del nuovo piano regolatore del porto ha destato in noi molte perplessità - scrivono - Il progetto dell'ingegner Elio Ciralli non si discosta infatti, per occupazione di spazi a terra e a mare né per filosofia, dal precedente progetto bocciato dal Ministero dell Ambiente nei primi anni 2000. Nonostante l'invito del manifesto della Conferenza a "discutere assieme della progettazione" si è evinto che per le proposte dei cittadini non ci sono chances. Al massimo si può discutere di qualche minimo particolare non certo delle linee guida o delle destinazioni degli spazi. Tutto ciò alla faccia della tanto pubblicizzata normativa regionale sulla partecipazione!» «Pensando che i cittadini carraresi siano degli sprovveduti e incompetenti - continua la lettera - il progettista lancia l'idea di un improbabile quanto irrealizzabile (per costi elevati e per scarsa utenza) linea tranviaria, tra Carrara e il mare e lungo la costa apuo-versiliese. Per noi l'unico piano regolatore sensato dovrebbe puntare a non espandere ulteriormente il porto commerciale. Destinare la banchina di ponente alla portualità turistica e quella di levante, finchè ci saranno traffici, a quella commerciale magari con strutture flessibili per la crocieristica anche se non riponiamo verso questa attività l'entusiasmo di alcuni suoi superficiali sostenitori. Nessun ampliamento ulteriore del Piazzale Città di Massa, contrariamente al progetto presentato, pena la pericolosa ostruzione della foce del torrente Carrione già esondato tragicamente nel 2003». «Addirittura - prosegue la missiva - il progettista è cosi ottimista da ipotizzare un ampliamento del Cantiere Navale che come sappiamo versa in un coma ormai irreversibile. L operazione è chiara: i «padroni» del porto vogliono far rientrare dalla finestra quello che è stato giustamente sbattuto fuori dalla porta qualche anno fa. E cambiata la tattica: anziché presentare tutto il blocco di cementificazione della costa si procede per step graduali. Ma il risultato è la stessa cementificazione, lo stesso consumo di suolo, gli stessi affacci a mare del progetto già bocciato dal Ministero dell Ambiente». «Per tutto questo - concludono - chiediamo al presidnete della Regione e agli assessori di intervenire sollecitamente per garantire innanzitutto un effettivo e democratico processo di partecipazione come da legislazione regionale, ed in seconda istanza per impedire la devastazione ambientale causata da simili progetti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
