Il Tirreno

Un anno fa il consigliere comunale venne freddato dall’ex marito della sua convivente

Giacò, fiaccolata per ricordare

Andrea Giacomelli e a sinistra la scena del delitto
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Andrea Giacomelli e a sinistra la scena del delitto

Partirà alle 18,30 davanti al bar che era gestito da Andrea

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 CASTELNUOVO MAGRA. Un anno dopo ci sono ancora tantissimi amici che lo ricordano ogni giorno su facebook e gli scrivono come se fosse ancora lì, dietro al suo bancone del Bar Jolly a Molicciara, con il suo vocione a raccontare magari della sua Juve in testa alla classifica.  Un anno dopo c'è una fiaccolata che parte stasera alle 18,30 davanti al suo bar al centro commerciale La Miniera per arrivare al parcheggio dove trovò la morte una gelida mattina. È trascorso un anno da quella incredibile mattina quando Andrea Giacomelli, 37enne consigliere comunale, volontario e promotore di diverse attività anche per conto dell'amministrazione, appena uscito di casa, in via Palvotrisia, per andare come sempre al suo bar, venne freddato da Antonio Silvestro. La colpa di Andrea era quella di avere una relazione con l'ex moglie di Silvestro, Rita Castaldo. Insopportabile per l'omicida, tanto che è arrivato al gesto estremo di togliere la vita al rivale con 7 colpi di pistola: l'autopsia stabilì che le armi usate erano due, un revolver e una semiautomatica calibro 7,65.  «È un dolore incancellabile - commenta il sindaco Marzio Favini, amico fraterno di Andrea - per tutti noi è un vuoto incolmabile e la fiaccolata è solo unod ei tanti modi epr testimoniare la vicinanza della collettività al papà, alla mamma, alla sorella. Andrea è nei nostri pensieri sempre e siamo convinti che il suo esempio come amminsitratore e come volontario sarà mantenuto vivo nella nostra comunità».  La giustizia intanto sta facendo il suo corso, portando alla luce tutti i risvolti del delitto. Al momento in carcere si trovano il 40enne Antonio Silvestro, che si è subito addossato ogni colpa, e il 21enne Antonio Lanzano (arrestato il 16 marzo scorso con l'accusa di aver aiutato l'omicida), entrambi di Afragola. Nei giorni scorsi è stata presentata richiesta dal Pm al giudice per le indagini preliminari di formalizzare un incidente probatorio per verificare se il presunto omicida fosse solo, oppure se nell'auto usata per l'appostamento vi sia stata qualche altra persona.  A sostegno dell'ipotesi di un complice o quantomeno di uno spalleggiatore di Antonio Silvestro, il ritrovamento a bordo della sua auto di una foto che ritraeva Andrea Giacomelli. Perchè, si damandarono gli inquirenti, quella sorta di foto segnaletica visto che Silvestro conosceva bene Andrea Giacomelli? Nell'intricato quadro d'indagine ci sarebbe il coinvolgimento di una terza persona accusata soltanto di aver fornito false informazioni agli inquirenti: si tratta di un 20enne anch'egli di Afragola.

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