Il Tirreno

Caso De Angeli, indagini a Lugano

Chiara Sillicani
<b>IL COMITATO.</b> Una delle prime riunioni del comitato dei clienti
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IL COMITATO. Una delle prime riunioni del comitato dei clienti

Controlli su trasferimenti di denaro e case della commercialista

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 MASSA. I suoi clienti, qualche decina, l'accusano di appropriazione indebita, di aver intascato il denaro che loro le avevano consegnato per pagare l'erario. Ora nell'inchiesta della Guardia di Finanza sulla commercialista Mariannina De Angeli sarebbero spuntati anche trasferimenti di denaro a Lugano.  Gli inquirenti, infatti, avrebbero puntato gli occhi su una serie di operazioni. Non soltanto trasferimenti di denaro,appunto, ma anche di proprietà con l'intestazione di immobili ad alcuni parenti. E anche quei parenti, adesso, sarebbero nel mirino della Procura.  Insomma, la commercialista - questa, però, è l'ipotesi dell'accusa - avrebbe passato loro alcune case risultando, quindi, nullatenente. E sui passaggi e su chi ne è stato protagonista sarebbero al lavoro gli uomini delle Fiamma gialle.  Ma la loro attenzione si sarebbe focalizzata in particolare su denaro e conti correnti. Uno di questi, aperto in una filiale massese, è stato sequestrato dalla Guardia di finanza nelle scorse settimane. Non una cifra da capogiro, in realtà: qualche decine di migliaia di euro per cui, appunto, è scattato il sequestro preventivo.  L'avvocato Cristiano Morescalchi, del foro di Lucca, è il legale della professionista: ha chiesto il riesame. Detto in parole semplice: che il conto corrente sia dissequestrato. A decidere sarà, il 2 gennaio, il giudice Antonella Dragotto durante l'udienza per il riesame, appunto.  È lo stesso avvocato Morescalchi a sottolineare che «il conto è in una banca a Massa, niente a che vedere con la Svizzera e con Lugano». In Svizzera e Livigno, la Guardia di Finanza, avrebbe però rintracciato alcune operazioni e movimentazioni di denaro. Un'indagine complessa quella sulla commercialista. Le denunce presentate sono oltre 20 e alcuni clienti si sono costituiti in un comitato. Tra loro, c' è chi si è già affidato ad un legale. In dieci si sono rivolti agli avvocati Walter Mattarrocci ed Emilia Lorenzetti.  Anche perchè - e questo è un primo aspetto su cui faranno luce gli inquirenti - se i clienti parlano di 2 milioni di euro non versati al fisco, gli investigatori ridimensionano la cifra a circa centomila euro. A cui - per spiegare il dato fornito dai clienti - si sommano le multe per more o mancati pagamenti e il denaro versato alla professionista per le prestazioni.  Aspetti, questi, da accertare, però, in sede civile e non penale.  Sul piano penale, invece, prosegue l'inchiesta: la Procura indaga la commercialista per falso e appropriazione indebita aggravata perchè nell'esercizio della professione. Il 2 gennaio, comunque, al giudice Dragotto spetterà decidere se revocare il sequestro preventivo del conto corrente.

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