Sicurezza
Summit dei tecnici. Il capo regionale della Protezione civile di nuovo ad Aulla per organizzare gli interventi
Piano unico antialluvione
Gianluca Uberti
Maria Sargentini: sparirà tutta la vegetazione nell'alveo del Magra
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AULLA. «Nessuno di noi nega che una parte di Aulla è stata costruita sul Magra: fiume particolarmente vivace, che ha subìto urbanizzazioni di rilievo e in zone a rischio, fortunatamente soltanto in alcuni punti». Pesano le parole del capo della Protezione civile regionale, Maria Sargentini, in città per la prima Conferenza dei servizi per affrontare il tema degli interventi post alluvione. Certamente a determinare l'onda di acqua e fango del 25 ottobre scorso, che si è portata via due vite umane oltrechè mettere la città in ginocchio e causare dolorose evacuazioni, è stata l'eccezionalità delle piogge abbattutesi sull'alta Lunigiana, «ma non possiamo escludere - ha detto Maria Sargentini - che possano esserci stati effetti di amplificazione». Sollecitato in proposito, Giovanni Massini, tecnico della Regione Toscana, fa eco alle parole del capo della Protezione civile regionale, sottolineando come sia «evidente che i danni potevano essere minori con una urbanizzazione meno invasiva». Al tempo stesso, Maria Sargentini e il suo staff tengono a sfatare un luogo comune molto gettonato fra la gente, ovvero la convinzione predominante che sia l'abnorme presenza di ghiaia nel fiume Magra ad avere determinato il disastro: non viene ignorato il problema della ghiaia in eccesso, ma si precisa che «l'asportazione della ghiaia non rappresenta la risoluzione di tutti i mali, anche perché è nell'ordine naturale delle cose che vi sia una giusta quantità di ghiaia negli alvei dei fiumi. Quindi non è dragando e movimentando che si risolve definitivamente la questione». Ma la domanda sorge legittima, oltreché spontanea: che cosa verrà fatto per mettere quanto più in sicurezza possibile persone e cose nel caso che si verifichi un evento similare a quello del 25 ottobre 2011? Maria Sargentini non si sbottona, limitandosi a dire che sul tappeto non c'è un'unica soluzione possibile: «Quando avremo dati certi, questi saranno comunicati» rimarca, e alla precisa domanda sull'utilità di realizzare casse di espansione a nord di Aulla così replica: «Anche questa soluzione è oggetto di approfondimento e valutazione». Ma rimaniamo all'oggi e ai lavori più urgenti. Infatti sono stati affidati e partiranno con l'inizio del nuovo anno i lavori per la realizzazione del guado a Mulazzo, guado che sarà composto da tubi di acciaio e sarà supportato da una viabilità controllata, ovvero un senso unico alternato che durerà fino alla realizzazione del nuovo ponte. Inoltre, nei primi mesi del prossimo anno, saranno avviati i lavori di risagomatura del fiume Magra ad Aulla, interventi che prevedono, innanzitutto, il taglio della vegetazione nell'alveo del fiume, una della cause ritenute comprimarie dell'esondazione del Magra. Infine Maria Sargentini ha annunciato che per tutti i Comuni della Lunigiana ci sarà un unico piano di Protezione civile, un piano che tenga conto di tutti gli elementi di criticità, e che la Regione Liguria e la Regione Toscana hanno dato vita a un documento congiunto per accedere a fondi europei e così rimpinguare il settore degli stanziamenti per affrontare il dopo della tragica alluvione dello scorso ottobre.
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