Il Tirreno

I sindacati Cisl e Uil: e ora avanti compatti

«Il porto è una risorsa fondamentale, pensiamo di più ai lavoratori»

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 CARRARA. Le segreterie confederali provinciali di Cisl e Uil in una nota a firma di Andrea Figaia e Franco Borghini prendono atto «con favore della ritrovata condivisione di intenti tra istituzioni e Porto circa il futuro dello scalo marinello. Anche in questa caso il territorio ha perso l'occasione di dimostrarsi maturo e coeso dando l'impressione di aver sempre bisogno del "tutor"; se la Porto spa e il sindaco di Carrara avevano delle idee diverse sul futuro del porto, secondo noi dovevano sedersi intorno ad un tavolo, con reciproca comprensione, e costruire insieme per il territorio un vero progetto di sviluppo e rilancio magari allargando la discussione al tavolo istituzionale».  E aggiungono i segretari confederali: «Non serve al territorio ma in particolare non serve ai lavoratori ed alle loro famiglie il voler per forza creare "il mostro" da combattere o da abbattere, il porto nel suo complesso (Nca, Porto spa, Club Nautico) è una risorsa fondamentale per il nostro territorio». «Non è certo colpa dei lavoratori se la Porto spa è l'unico soggetto a gestire il servizio portuale, o meglio, visto che all'interno del porto è previsto che anche un'altra impresa può operare, non è certo colpa dei lavoratori se nessuna altra impresa ha fatto richiesta». E aggiungono: «Siccome il nostro interesse sono principalmente i lavoratori, i disoccupati e le loro famiglie, invitiamo tutti, in questo delicato momento e su ogni scelta che il territorio verrà chiamato a fare, di ricordarsi ed avere ben presente il dramma che stanno vivendo chi il lavoro lo ha perso (Eaton, Redcom, Effemeccanica, Ica, Bm, Csra, cooperative sociali ecc.) ai quali non abbiamo ancora dato risposte e chi giornalmente rischia di perderlo, insieme ripartire, con reciproca legittimazione e trasparenza, ed individuare quelle scelte di politica industriale che permettano di creare buona occupazione e ricreino un clima di ritrovata fiducia verso le istituzioni».  I FINIANI: SOLO UNA MESSINSCENA. «Il fatto che la Porto Spa abbia firmato l'accordo di programma che la impegna a farsi interamente carico dei lavori di adeguamento del ponte sul Carrione a Marina di Carrara, per una spesa di 790mila euro, conferma che gli scontri di questi ultimi giorni tra il sindaco Angelo Zubbani ed il presidente della Porto Filippo Nardi in merito alla richiesta di concessione 25ennale di 3 delle 4 banchine dello scalo marinello erano solo una messinscena di pessimo gusto, allestita ai danni dei creduloni, al pari della richiesta di maggiori contributi in denaro agli imprenditori delle cave da parte del Comune». Lo sottolinea in una nota David Chiappuella portavoce di Fli. «Anche se il primo cittadino ogni tanto finge di fare la voce grossa in vista delle prossime amministrative, è ormai palese che quella carrarese è un'amministrazione legata mani e piedi ai "poteri forti", come dimostra anche il modo in cui il Comune ha definito l'annosa questione legata ai 10mila metri quadrati di piazzali di sua proprietà antistanti il molo di Levante, gestiti gratuitamente per ben 25 anni dalla Porto Spa, per i quali l'amministrazione Zubbani ha chiesto un forfeit di appena 200mila euro relativamente all'ultimo quinquennio, affittandone poi i due appezzamenti minori per 5 euro al metro quadrato annui e quello maggiore al "canone simbolico" di 100 euro l'anno allo stesso soggetto». Fli annuncia un nuovo esposto alla Corte dei Conti relativo alla vicenda. Critiche anche all'accordo di programma: «Prevede nuove, sconsiderate spese di denaro pubblico, per più di 2 milioni e mezzo di euro, al solo scopo di favorire una società privata che fattura utili da svarianti miliardi: oltre 557mila euro dalla Regione per finanziare dei corsi di formazione finalizzati all'assunzione di un numero di nuovi lavoratori che, mai precisato nell'accordo, ad oggi non supera le cento unità, 35 delle quali a tempo determinato, con una spesa media di oltre 5 mila 500 euro a corsista; ulteriori 400mila euro a carico dei fondi Por Creo, a gestione provinciale, sempre per la formazione e riqualificazione professionale. E tutto questo per agevolare l'insediamento di uno stabilimento privato che, sorto su un'area ancora contaminata inclusa nel Sin senza svolgere alcuna valutazione ambientale, effettuerà a sua volta delle lavorazioni altamente inquinanti». M.B.

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