Il Tirreno

«Ai giovani posso dirlo, mai arrendersi»

Elvino Vatteroni candidato di tre liste civiche
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Elvino Vatteroni candidato di tre liste civiche

Elvino Vatteroni: i sogni che ho fatto in carcere li ho realizzati, ora ne ho un altro

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 CARRARA. «Sono convinto che prenderò i voti di chi non andava a votare e anche degli anarchici»: Elvino Vatteroni, medico dentista, artista, scultore, viticultore e molto altro, è ora ufficialmente il candidato a sindaco del movimento "IovotoperCarrara", sostenuto dalle tre associazioni Codici, Libertà e Giustizia e Carrara nel mondo.  A dispetto dell'età non più giovane - ha 65 anni - Elvino Vatteroni ha una eccezionale carica d'entusiasmo e il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale saranno i giovani; per raggiungerli e veicolare il suo pensiero, usa ovviamente Facebook, e la pagina omonima "IovotoperCarrara", scritto tutto attaccato. «Il mio obiettivo principale - ribadisce - è dare un futuro sicuro ai giovani, senza offrire lavori precari. Il nostro è un territorio molto piccolo, ma abbiamo mare e monti. L'importante è sviluppare l'industria marmifera e quella turistica, non dobbiamo creare ecomostri e bombe ecologiche, vedi Rumianca ed ex Montedison, dove la meglio gioventù, che ha lavorato lì, non è mai arrivata alla pensione. Quindi - ribadisce - salvaguardia della salute dei cittadini, bonifica di tutto il territorio, che è stato inquinato dalle bombe ecologiche, e insistere su turismo, cultura e arte: abbiamo un'Accademia, l'unica università in Italia invidiata da tutto il mondo, dove i più grandi artisti del passato hanno lavorato e insegnato. Ho avuto la fortuna di girare il mondo, e in tutte le parti del mondo ero sempre a casa mia, perché in qualsiasi chiesa, in qualsiasi hotel in cui andavo, c'era sempre un'opera di scultura della mia città e pavimenti del marmo della mia città. Questa è una ricchezza vera».  CAMPAGNA VIA FACEBOOK. Nel forum e nel profilo facebook "IovotoperCarrara" ci sono già espresse le linee guida del programma, aperte alla discussione. Fra i quali i sei punti cruciali, le "emergenze" - così le chiama - sulle quali è già partito un dibattito on line.  «Il turismo - ribadisce - si deve sviluppare 365 giorni all'anno; ad accompagnare i turisti, gruppi di studenti o laureati precari, preparati ad illustrare il nostro patrimonio che non è solo in centro ma anche nelle frazioni, da Carrara a Torano a Colonnata, Miseglia, Bedizzano e così via. Guardi - aggiunge - sto inventando l'acqua calda: non sono parole a vuoto, ci sono programmi realizzati e che funzionano negli altri comuni simili al nostro, che hanno ricchezza di mare e di monti, anche se l'unico che ha così vicini mare e monti siamo solo noi. Lo sviluppo deve essere armonico: marmo, turismo, e porto, con un'area retroportuale che mi possa portare turismo con continuità». Entusiasmo e ottimismo: «Le guerre si vincono con i volontari non con i mercenari, e io ne ho un battaglione di volontari. E i giovani li sento vicini, è a loro che voglio garantire un futuro».  IL CONFLITTO A FUOCO DEL 1977. La gioventù di Elvino Vatteroni non è stata certo facile. Ha dovuto affrontare un evento traumatico, drammatico: lo scontro a fuoco con Andrea Convalle, fine agosto 1977. Otto mesi di carcere in attesa del processo, poi l'assoluzione con formula piena. «Ho conosciuto la prigione, ma ne sono uscito e sono stato assolto con formula piena per legittima difesa, e qui devo ringraziare il partito comunista di allora che mi ha sostenuto moralmente ed economicamente, e tutte quelle persone che hanno partecipato alla Resistenza. Posso fare anche dei nomi: Mauro Cucurnia detto Morgan, Tognoni detto Didon, Luciani detto Pepè, il comandante Alessandro Brucellaria detto Memo, Calzolari che anche lui ha conosciuto il carcere, Ugo Mazzucchelli, Gino Crudeli e tanti altri. Il loro spirito mi ha ulteriormente reso più determinato, e sono riuscito a finire gli studi di medicina con il massimo dei voti e in tempo regolare, malgrado avessi due bimbi e famiglia. E un grazie lo devo anche a mia moglie che mi ha sempre sostenuto».  Aveva trent'anni, quel 29 agosto del 1977, Elvino Vatteroni: dopo quattro anni di ingegneria chimica, aveva lasciato gli studi per lavorare, istruttore di nuoto di giorno, buttafuori la sera.  Poi ha ricominciato da Medicina: dentista, chirurgo, ma anche viticultore, poeta, scrittore, scultore...  «Ricordo - aggiunge - che all'epoca ebbi anche un contributo economico da tutta la città con una sottoscrizione. Racconto quella drammatica vicenda non per riaprire vecchie vicende, ma solo per lanciare un segnale: e cioé che si può sempre ripartire, l'importante è non arrendersi mai, mai abbassare la guardia. Il mio motto è: nella mia vita ho fatto sogni sognati e realizzati. In quegli otto mesi passati in una cella di due metri per tre, non facevo che immaginare come avrei potuto realizzare i miei sogni. Adesso il mio nuovo sogno è di far rivivere la città, lanciare il nuovo rinascimento di Carrara. Fermare il degrado, ripartire, dare un futuro sicuro ai giovani».  Una candidatura alternativa a Zubbani: «L'ho appoggiato, lo dico senza problemi. Ma non ha realizzato quello per cui l'avevo sostenuto. Io invece se prendo un impegno, lo porto in fondo». E l'una: «Ora vado al mare a fare un tuffo!», il freddo non importa. La campagna elettorale va avanti; oltre alle liste delle tre associazioni, sta preparandone una più specifica per i giovani e con i giovani: «Ma di questa ne riparleremo». M.B.

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