Il Tirreno

«Chissà se Mulazzo tornerà ad essere quello di un tempo»

Parla il dolore dei bambini

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 MULAZZO. I bambini di Mulazzo scrivono e toccano i cuori di tutti noi.  E in una struggente missiva ringraziano chi ha aiutato il paese a fare il presepe, e sperano che Mulazzo, ferita dall'alluvione dell'ottobre scorso, possa tornare ad essere quella di un tempo.  «Era davvero piacevole ascoltare il rumore della pioggia stando al caldo nel nostro lettino, ma dal 25 ottobre, in seguito alla terribile esondazione del fiume Gorgone, la cui violenza si scagliò sulle strade del paese, travolgendo tutto ciò che si trovava lungo il suo corso, ora, invece, ogni nuvola ci riporta alla paura di quei giorni terrificanti - scrivono i bambini - Il nostro paese è diverso, la piazza e il campetto, nei quali eravamo soliti riunirci a giocare, sono completamente devastati, gli orti e i giardini di alcune case non esistono più».  «Chissà - si chiude la letterina dei bambini - se Mulazzo tornerà ad essere quella di un tempo, lo speriamo tanto. Vogliamo tornare a correre liberi!»  E infine c'è spazio per i ringraziamenti.  «Tante persone ci hanno aiutato e fatto sentire anche meno soli, gli amici della parrocchia di Groppoli hanno donato la natività e noi bambini l'abbiamo allestita proprio nella piazza che, per noi, è diventata il simbolo dell'alluvione».  «Le case si accendono di luci - concludono i bimbi - le giornate di festa riportano allegria e speranza nei nostri cuori, desideriamo condividerla con tutti voi!».

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