Sicurezza
Nuovo Pignone, c'è l'accordo per lo sviluppo industriale
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Lo sviluppo delle attività industriali del Nuovo Pignone sul territorio della provincia di Massa Carrara può partire. A gettare le basi per il concreto avvio dell’intesa siglata lo scorso aprile, è l’accordo di programma conclusivo che è stato firmato oggi da Regione Toscana, Comune di Massa, Comune di Carrara, Provincia di Massa Carrara, Nuovo Pignone spa, Porto di Carrara spa; presenti, con il presidente Enrico Rossi e quello di Nuovo Pignone Massimo Messeri, i sindaci Pucci e Zubbani, il presidente provinciale Angeli, il presidente della società Porto di Carrara Nardi.
L’accordo definisce impegni reciproci, procedure, tempi e verifiche di un’operazione che si pone l’obiettivo di sostenere e rilanciare l’attività manifatturiera in quest’area, particolarmente colpita dalla crisi (come sottolineato dal riconoscimento dell’area di crisi a Massa Carrara da parte del Ministero dello sviluppo economico lo scorso aprile), e, soprattutto, di sostenere un polo della meccanica industriale di alta qualità tecnologica, orientato all’export e al consolidamento occupazionale.
Alla base dell’accordo, che chiama in causa le diverse competenze dei firmatari (in materia urbanistica, infrastrutturale, viabilistica, amministrativa, formativa, ecc), c’è il progetto industriale presentato da Nuovo Pignone spa, azienda che fa parte del gruppo multinazionale General Electric Oil&Gas, storicamente insediata nell’area con uno stabilimento e vari magazzini.
In particolare, il nuovo investimento diretto di 13 milioni prevede lo sviluppo di piattaforme tecnologiche per l’assemblaggio di grandi “moduli energetici” (giganti di 50 x 21 x 28 metri, pesanti fino a 2.300 tonnellate), composti da macchinari prodotti dal Nuovo Pignone stesso negli stabilimenti di Firenze e Massa Carrara.
Attrezzando una nuova area, dietro il porto di Carrara, l’azienda potrà infatti integrare la propria filiera produttiva nel territorio toscano, ovvero dalla realizzazione di singoli componenti come compressori e turbine, all’assemblaggio e collaudo di vere e proprie mini-centrali energetiche (come nel caso dei moduli energetici per l’estrazione ed il trattamento di gas naturale prelevato nella riserva naturalistica di Barrow Island, in Australia, dove vanno i primi esemplari prodotti), e fino alla spedizione via nave dal porto adiacente. Grazie a questo progetto, il gruppo prevede di allargare ulteriormente la sfera delle proprie attività, incrementando produzione ed export di tecnologie di punta con positive conseguenze sull’occupazione diretta e sull’indotto.
L’accordo definisce impegni reciproci, procedure, tempi e verifiche di un’operazione che si pone l’obiettivo di sostenere e rilanciare l’attività manifatturiera in quest’area, particolarmente colpita dalla crisi (come sottolineato dal riconoscimento dell’area di crisi a Massa Carrara da parte del Ministero dello sviluppo economico lo scorso aprile), e, soprattutto, di sostenere un polo della meccanica industriale di alta qualità tecnologica, orientato all’export e al consolidamento occupazionale.
Alla base dell’accordo, che chiama in causa le diverse competenze dei firmatari (in materia urbanistica, infrastrutturale, viabilistica, amministrativa, formativa, ecc), c’è il progetto industriale presentato da Nuovo Pignone spa, azienda che fa parte del gruppo multinazionale General Electric Oil&Gas, storicamente insediata nell’area con uno stabilimento e vari magazzini.
In particolare, il nuovo investimento diretto di 13 milioni prevede lo sviluppo di piattaforme tecnologiche per l’assemblaggio di grandi “moduli energetici” (giganti di 50 x 21 x 28 metri, pesanti fino a 2.300 tonnellate), composti da macchinari prodotti dal Nuovo Pignone stesso negli stabilimenti di Firenze e Massa Carrara.
Attrezzando una nuova area, dietro il porto di Carrara, l’azienda potrà infatti integrare la propria filiera produttiva nel territorio toscano, ovvero dalla realizzazione di singoli componenti come compressori e turbine, all’assemblaggio e collaudo di vere e proprie mini-centrali energetiche (come nel caso dei moduli energetici per l’estrazione ed il trattamento di gas naturale prelevato nella riserva naturalistica di Barrow Island, in Australia, dove vanno i primi esemplari prodotti), e fino alla spedizione via nave dal porto adiacente. Grazie a questo progetto, il gruppo prevede di allargare ulteriormente la sfera delle proprie attività, incrementando produzione ed export di tecnologie di punta con positive conseguenze sull’occupazione diretta e sull’indotto.
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