Il Tirreno

«L'Unione? Un poltronificio»

Jacopo Ferri e, sopra, Pontremoli
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Jacopo Ferri e, sopra, Pontremoli

Il Pdl attacca: per fortuna molti degli assessori sono solo a tempo

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 PONTREMOLI. «L'Unione dei Comuni della Lunigiana getta la maschera: è il poltronificio che abbiamo preannunciato (per fortuna a tempo)»: a tuonare sono Jacopo Ferri e Renzo Martelloni, del Pdl. «Senza il minimo pudore, anzi, quasi a voler sfidare l'austerity di questi giorni, l'Unione dei Comuni della Lunigiana, tra accoltellamenti politici e malumori, ha partorito la sua giunta. La corsa allo spasimo per costituirla aveva uno scopo e lo scopo è stato raggiunto: garantire qualche poltrona in più per mantenere gli incerti equilibri di un centrosinistra sempre più in difficoltà. Così - lo avevamo detto - gli assessori sono 6 (lo Statuto, che comunque andrà presto cambiato, avrebbe consentito di nominarne anche soltanto 3, ma si sono ben guardati dal farlo) e di questi soltanto 1 è un sindaco in carica. Il presidente Leri se n'è insomma fregato alla grande della legge che ha stabilito (come il Pdl del resto suggeriva già da prima e come Pontremoli chiedeva perché potesse avviarsi con l'Unione una fase davvero nuova) l'obbligo della Legge di stabilità approvata a settembre, recepito come noto da mesi anche dalla Legge Regionale votata il 21 dicembre». A detta di Ferri e Martelloni, «Una scelta formalmente possibile, ma istituzionalmente vergognosa e completamente irrispettosa della volontà popolare, oltre che di quella governativa a livello statale e regionale. Il diavolo, comunque, fa le pentole, ma non i coperchi. Così, la nuova Legge regionale ha almeno introdotto (per iniziativa del Pdl) un termine di decadenza perentorio di un anno entro cui le giunte dell'Unione dovranno uniformarsi e quindi ottemperare alle norme che prevedono, tra le altre cose, che siano i sindaci dei Comuni dell'Unione a formare la giunta. Solo quando ciò accadrà l'Unione dei Comuni sarà, almeno nella forma, una cosa seria. Per la sostanza si vedrà. Insomma, il centrosinistra ha perso un'altra occasione per dare un minimo segnale di serietà: bastava infatti (ed era la cosa più logica, oltre che più giusta) scegliere tutti gli assessori tenendo già conto delle norme in essere ed invece la fame di potere ha prevalso e così la sinistra ha preferito fare un'altra brutta figura che si poteva risparmiare, soprattutto di questi tempi». Scrivono ancora Ferri e Martelloni: «Aderire a questo pastrocchio era davvero impossibile per chi come Pontremoli e come il Pdl avevano proposto di dare subito attuazione alle norme di cui si parla già da agosto. Oggi se ne ha, purtroppo, ulteriore conferma. Per avere un'Unione dei Comuni fatta come si deve (cioè con tutti i sindaci interessati a far parte automaticamente della Giunta) bisognerà quindi aspettare ancora. Sarebbe bello poterla già creare dopo le elezioni di primavera tra i comuni dell'alta Lunigiana che andranno al voto (Mulazzo e Zeri) e quelli che, come Pontremoli, hanno lottato e stanno lottando per dare una risposta consona alla stagione di riforma e di sacrificio che anche la politica è chiamata ad affrontare. Il Pdl lavorerà in questa direzione ed intende in questo senso lanciare sin d'ora la sfida alle altre forze politiche chiedendo loro che cambino davvero passo e si impegnino a farlo subito. Nominare oggi cinque assessori su sei che non sono Sindaci, solo per tenerli buoni al massimo un anno (e magari, per alcuni come Mazzoni e Valerio, per regolare in anticipo i conti delle candidature elettorali), è davvero una risposta vecchia e fuori dal tempo che fa sperare male anche per il futuro. Cosa si inventeranno quando la Provincia sarà riformata sul modello Monti?», conclude il Pdl.

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