Il Tirreno

Italia Nostra punta il dito: a provocare l'alluvione è stata la cassa di espansione di Fornoli

La piena del fiume Magra a Pontremoli
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La piena del fiume Magra a Pontremoli

Il j'accuse di Nello Bertoncini: il Magra, in pochi minuti ha dovuto accogliere 300mila metri cubi d'acqua

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 VILLAFRANCA. Italia Nostra, attraverso il referente per la Lunigiana, Nello Bertoncini, mette sul banco degli imputati, come responsabile dell'onda anomala che ha spazzato via gran parte di Aulla, la cassa di espansione ubicata in località Chiesaccia di Fornoli. Stiamo parlando dell'alluvione del 25 ottobre scorso e la tesi di Italia Nostra è che «a creare il disastro ad Aulla sia stato lo sbancamento dell'argine, nella sua parte inferiore, della vasca di espansione della Chiesaccia».  Un atto d'accusa preciso, che la sezione apuo-lunense di Italia Nostra (per la Lungiana) è pronta a sostenere con una serie di dati e di fotografie.  «E meno male che il fiume Magra, già in piena oltre il normale, aveva già rotto gli argini - commenta Bertoncini - all'imbocco della vasca, allagando il sottostante cantiere della Betonval. Quindi, il Magra ha dovuto, pur essendo al limite, accogliere nel suo letto, in pochi minuti, circa 300mila metri cubi di acqua, fango e detriti di ogni genere. Questo muro di acqua e materiali vari ha creato il disastro ad Aulla e siamo pronti a sostenere questa tesi con chiunque voglia contestarla».  «A riprova di quanto detto abbiamo numerose riprese fotografiche che consegneremo - aggiunge Bertoncini nel suo intervento sulle cause dell'alluvione - all'avvocato aullese Roberto Valettini, in modo da agevolarlo nel suo impegno di presidente dell'associazione "Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana", e a tutti quelli che le richiederanno».  Inoltre, il referente per la Lunigiana della sezione apuo - lunense di Italia Nostra invita «quei signori che si arrampicano sugli specchi alla ricerca di altre verità a documentarsi sulla realtà dei fatti. Con questo non vogliamo assolutamente giustificare la cementificazione selvaggia che si è fatta su molte zone del fiume cartografate ad alto rischio alluvionale. Questa provincia, infatti, risulta la più cementificata d'Italia dal dopoguerra: ma chi ha dato queste autorizzazioni? Chi lucrava per il monitoraggio del fiume Magra e dei suoi affluenti? Come mai Aulla, nella sua secolare esistenza, non ha mai subito alluvioni e ne sta subendo a raffica in questi ultimi anni? Come mai i ponti millenari hanno resistito alla furia dell'acqua e quelli di recente costruzione sono stati spazzati via?»  «Non ci risulta che gli antichi romani - conclude sarcastico Bertoncini - fossero andati in Tibet a imparare l'arte della costruzione dei ponti, ma qui, pur di fare cassa ed elargire prebende ad amici e compagni, si fa questo e anche di peggio».  Infine, la sezione apuo - lunense di Italia Nostra dichiara di essere gratuitamente a disposizione con i suoi esperti tecnici e legali «per sostenere le giuste richieste dell'associazione "Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana"».

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di Redazione web