La manifestazione
Cani maltrattati, un appello al sindaco
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Uno dei cani di Anderlino Le animaliste: i vigili non fanno rispettare il regolamento comunale
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CARRARA. Adesso, i tre cani salvati da una condizione di grande disagio, il 15 dicembre scorso, in un campo nei pressi di Anderlino, stanno bene. Sono ospiti, momentaneamente, del canile di Tavolara: in attesa che vengano fatti i recinti e le cucce (a spese di una delle volontarie animaliste che si è adoperata con tutte le sue energie per questa causa), questa volta a regola d'arte. O meglio, secono quanto prevede la legge, o meglio il regolamento comunale sulla tutela degli animali. Quindi niente più catene, niente sporcizia e una casa tutta nuova per i cani che faranno presto rientro a casa. Ma intanto, proprio da parte delle animaliste che si sono prese a cuore la vicenda (sulla quale settimane addietro c'è stata anche un'interpellanza comunale del consigliere della Destra Gianni Musetti) resta l'amarezza per quello che loro definiscono il mancato intervento della polizia municipale che, chiamata ad intervenire dopo numerose segnalazione, non avrebbe ravvisato gli estremi del maltrattamento in quegli animali. «Eppure erano tenuti con la catena al palo, in mezzo al fango - dicono le animaliste - con tanto di cuccioli a terra, partoriti da due delle cagne custodite in quelle condizioni, in parte mangiati dai topi». Proprio per questo motivo dalle stesse animaliste parte una richiesta d'incontro al sindaco, a un tavolo congiunto con la polizia municipale. «Alle luce di quel che è successo, ma anche di tanti episodi che noi viviamo quasi quotidianamente e risolviamo mettendoci una mano al cuore e una al portafoglio, vogliamo chiedere al sindaco che si adoperi affinchè venga rispettato quanto messo nero su bianco nel regolamento comunale e nella legge 727 del codice penale che, proprio per quel che riguarda il maltrattamento degli animali precisa che: "non è necessario giungere ad atti estremi dell'uccisione o di torture e sevizie, ma commette reato anche colui che detiene cani in locali soffocanti, maleodoranti o al buio, o ancora, più semplicemente non si cura dei propri animali e non si occupa della loro alimentazione e pulizia"». In attesa di un faccia a faccia con sindaco e Polizia municipale, le animaliste rivolgono un ringraziamento particolare, e senito, all'assessore Massimiliano Bernardi. «In mezzo alla freddezza che spesso troviamo da parte delle istituzioni, abbiamo avuto nell'assessore Bernardi un interlocutore davvero speciale, che con grande sensibilità ha seguito la vicenda di Anderlino, dandosi da fare con tutte le energie possibili: davvero una perla rara, un politico che ha agito con il cuore e che, proprio per questo, vogliamo ringraziare, Dal profondo del nostro cuore». A.V.
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