Attenzione
«Asl, tagli per altri 18 milioni»
Chiara Sillicani
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I PROTAGONISTI. Da sinistra: Paolo Guerra (Cgil) Pierluigi Trivelli (Cisl) Fabrizio Dazzi (Uil) e Maria Teresa De Lauretis direttore generale Asl Sindacati infuriati: servizi ai minimi e sforbiciata anche alla Don Gnocchi
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MASSA. Blocco del turn over: qualcuno va in pensione e nessuno lo sostituisce. Un centinaio di cassintegrazioni nell'indotto, tredicesime diventate un miraggio, stipendi che arrivano con il contagocce. E la previsione - assicurano Cgil, Cisl e Uil - di un taglio da 18 milioni di euro. E non si tratta di un colosso metalmeccanico, ma dell'Asl. Non di un'impresa in prima linea nella produzione, ma di un soggetto che si pone come obbiettivo i servizi. Eppure - i tre sindacati lo spiegano in un'accalorata conferenza stampa - se il personale (diretto e indiretto) cala, i servizi - la conseguenza è immediata - si riducono. Meno assistenza domiciliare - questo il quadro tracciato dai sindacalisti - meno accoglienza per gli anziani, meno sostegno ai malati psichiatrici, vita difficile per chi lavora ogni giorno in corsia. La legge matematica è semplice: meno lavoratori uguale più cittadini in difficoltà. Così in difficoltà che Cgil, Cisl e Uil si concedono espressioni pesanti: siamo all'emergenza sociale, al colpo di pistola - rincara Fabrizio Dazzi (Uil). «Tagli sottotraccia - li definiscono Paolo Guerra (Cgil) e Pierluigi Trivelli (Uil) - senza progettualità». I sindacati ne sono consapevoli: o uniti o si muore. E si preparano a a «gesti ecclatanti». Cgil, Cisl e Uil non hanno dubbi: l'Asl è «ancora commissariata»: con le forbici tra le mani, pronta a ridurre servizi. Decine di persone a casa. Tutto - è la storia triste raccontata dai sindacati - comincia con i Cup (gli uffici in cui prenotiamo visite e paghiamo il ticket): ridotte le ore, le coop non hanno alcuna via d'uscita alla cassintegrazione in deroga. Senza lavoro - Trivelli e Guerra lasciano parlare i numeri - 28 lavoratori della Compass, 7 della Di Vittorio. Un flusso ininterrotto: «Tagli alle associazioni di volontariato, cassintegrazione anche per gli autisti del 118 - rincara Dazzi». A casa 38 dipendenti della pubblica assistenza, poi stessa sorte per Croce Verde e Croce Bianca». Un centinaio di persone senza lavoro: per 4 mesi cassintegrazione in deroga, poi - i sindacati lo ribadiscono a chiare lettere - più nulla, per loro non sono previsti ammorizzatori sociali. Assistenza domiciliare con il contagocce. Paolo Guerra si affida ai dati: «Al dipartimento di salute mentale servizi garantiti dalle 9 alle 12 e non più dalle 8 alle 14. Operatori per il sostegno agli anziani che lavorano non più 20, ma 12 ore». Tradotto: «Da 3.010 dipendenti a dicembre 2010, l'Asl passa a 2.850. Turn over bloccato» e chi lavora in reparto gira come una trottola. E non è finita - assicurano i sindacati - perchè c'è la partita della logistica, delle mense, del trasporto. «Trecento lavoratori - sintetizza Stefano Nicoli - di cui 75% donne. La mensa a Massa è stata chiusa, servizio garantito da Carrara. E ventilano ipotesi di trasferimento al Versilia con la perdita di 25 posti di lavoro. Tagli - rincara - anche anche con l'unificazione dei centralini telefonici». Sanità privata in difficoltà. La sforbiciata arriva - parola di Trivelli - anche alla sanità privata appunto: «E la Don Gnocchi è costretta ad annunciare la riorganizzazione interna». Non solo: «L'asl ha bloccato le liste d'attesa per le Rsa». L'anziano ha diritto ad entrare in una struttura convenzionata, ma la lista non scorre. Così - parola dei sindacalisti - quando leggono la voce «tagli da 18 milioni nel bilancio di previsione» vanno su tutte le furie: la Provincia è al collasso, il tessuto produttivo in ginocchio, le garanzie sociali ridotte. I Comuni, di fronte ai tagli ai trasferimenti, non ce la fanno a garantire livelli di assistenza proprio ora che a bussare alle porte di Palazzo civico sono sempre di più. E adesso, dopo i tagli dell'azienda sanitaria, ci sono anche altri 100 nuovi cassintegrati.
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