Il Tirreno

Una truffa “natalizia” messa a segno nel centro cittadino

«Tenga, è il cesto ordinato da suo figlio» Ma per 120 euro, solo farina e vino da poco

Mario Martignoni

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Nel cesto ci dovevano essere doni natalizi. Invece era una truffa. Nel cesto, ben confezionato, avvolto in carta colorata e fermato con una nastro celeste e un bigliettino di auguri, c'erano infatti due sacchetti di carta con farina gialla di granoturco e di castagne con due bottiglie di vino nero e bianco. Lo ha portato un giovane da consegnare a una famiglia che abita in via Cavour.  «Devo consegnare questo cesto di doni natalizi che è stato ordinato da suo figlio. Sono 120 euro che mi deve e questo è il biglietto».  La signora senza commentare ha invitato il giovane a depositare il cesto sopra il tavolo del soggiorno; poi è andata a prendere il denaro e ha pagato quanto richiesto.  Alla sera è rientrato dal lavoro il figlio e la mamma gli ha detto di andare in sala a vedere il cesto che aveva ordinato. Il giovane è rimasto sorpreso e inoltre ha precisato ai genitori di non aver ordinato nessun cesto. Presi dalla curiosità hanno voluto vedere cosa era scritto nel biglietto o se avesse sbagliato indirizzo. Quando il figlio ha aperto il cesto la sorpresa: erano due sacchetti di carta che contenevano farina gialla e uno di farina di castagne per circa un chilo cadauno; inoltre erano anche le due bottoglie di vino da tre quarti. Un valore complessivo tra la merce e la confezione che non superava i 15 euro. Comunque è andata anche troppo bene; peggio se nei due sacchetti, invece di farina, si fosse stato polvere di marmo e se le bottiglie erano piene di acqua. Comunque la signora ha pagato il tutto, "a peso d'oro".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca