Il Tirreno

Recita in divisa, genitori scatenati sul web

<b>IN DIVISA.</b> Alcuni bambini durante la recita di Natale
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IN DIVISA. Alcuni bambini durante la recita di Natale

Decine di commenti sulla scelta di alcuni alunni alla Giorgini

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 MONTIGNOSO. L'argomento tiene banco. E non solo a Montignoso. Divise o non divise? Il dilemma supera i confini nazionali per approdare anche in territoprio inglese. Ebbene sì: potere della rete. Una trentina di alunni della scuola media Giorgini si presenta alla recita di Natale con la divisa, la notizia finisce sul sito del Tirreno e fioccano i commenti. L'idea degli alunni vestiti tutti uguali piace a parecchi. La tesi è quella sostenuta dalla preside Tosca Barghini: senso di appartenenza e tentativo, se non di superare, per lo meno di non dare visibilità alle differenze economiche. Un papà assicura di aver sostenuto la causa della divise anche con le figlie: «Così - questo l'argomento - si eviterebbero gelosie tra compagni griffati e non. Ben vengano queste idee». Per qualcuno indossare la divisa garantisce «parità e contegno educativo nell'abbigliamanto». Insomma divisa come strumento di formazione. Per la logica: per ogni luogo e occasione c'è il vestito giusto. Qualcuno - basta cliccare il sito del Tirreno per averne conferma - pensa che ad osteggiare la mise siano le mamme che preferiscono «far sfoggiare il vestito di moda al loro bimbo». Ci sono, chiaramente, anche i detrattori, quelli che sostengono che comprare la divisa costi e che davvero i tempi non sono i più indicati per farsi carico di spese supplettive. Taglia la testa al toro chi vive oltre la Manica: «Quanti problemi per una divisa! Io ho tre bambini e devo tirar fuori circa 150 sterline l'anno (la divisa della Giorgni costa 66 euro ndr). Il Comune - spiega il papà che vive in Gran Bretagna - ha a disposizione fondi e aiuta le famiglie bisognose, sia per il trasporto, sia per costo mensa e divise». Poi una stoccata al sindaco Narciso Buffoni: «Non può star fuori. E anche qui - conclude il genitore dal pc in Inghilterra - c'è crisi economica come da voi».  Molti però ricordano che «non servono divise, ma l'intelligenza di valutare le persone indipendentemente da come sono vestite. E qualcuno ricorda che «se i soldi spesi in divise si spendessero per i bisogni scolastici, verrebbero risolti parecchi problemi».Idee discordanti, insomma. E il dilemma rimane. (C.S.)

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