Il dolore
Querelle porto. «Invito Nardi e Zubbani in Assindustria, davanti ai cittadini»
«Ora basta, dialoghiamo»
Matteo Venturi (edili-Ance): è una partita troppo importante
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CARRARA. L'appuntamento in Regione, per la firma dell'accordo di programma che darà il via libera definitivo all'operazione Nuovo Pignone, è in programma domani pomeriggio a Firenze. Ma su tutto c'è l'incognita legata alle ultime dichiarazioni di Filippo Nardi, presidente della Porto, che ha messo nero su bianco di non essere più disponibile a spendere i 750mila euro del consolidamento del ponte sul Carrione. Questo, dopo le polemiche legate alla richiesta di concessioni 25ennali per le banchine dello scalo marinelle. «Ma ora devono prevalere il dialogo e la ragionevolezza. Carrara non può permettersi un simile scontro»: a parlare è Matteo Venturi, presidente del gruppo edili-Ance di Assindustria, che cerca di vestire i panni non tanto del paciere - perché non di guerre stiamo parlando - quanto del mediatore. Dalla querelle sul porto dipendono molte altre partite: Nuovo Pignone, Mediterraneo, water front, porto turistico, e in genere il futuro di gran parte della città. Una città che manca di investimenti strutturali da tanto, troppo tempo, con aziende sull'orlo di una crisi irreversibile. «Da come l'abbiamo ricostruita qui ad Assindustria, l'impressione è che molto di quanto è stato detto e scritto da ambo le parti, cioé Filippo Nardi per la Porto spa e il sindaco Angelo Zubbani per l'amministrazione comunale, poteva essere evitato. Nel senso che è vero che è il comitato portuale il luogo deputato dalla legge per affrontare il tema delle concessioni demaniali delle banchine, ma alla luce di tutte le implicazioni legate a quella richiesta, bisognerebbe anche chiedersi perché la Porto si sia sottoposta al rischio di poter provocare la presentazione di altre domande concorrenti, a seguito della pubblicazione, decisa dal comitato portuale stesso, della sua richiesta. In questo senso - specifica Matteo Venturi - l'aver abbandonato il comitato da parte del primo cittadino può essere stata una forzatura: poteva restare, ascoltare le motivazioni ed esprimere già in quella riunione tutte le sue perplessità. D'altra parte, ripeto, da spettatore neutrale, non posso anch'io che rimarcare come questa richiesta decisamente impegnativa nei confronti di una struttura pubblica come il porto abbia bisogno di maggiore condivisione». «RICOMINCIARE LA PARTITA». Secondo Matteo Venturi, c'è un solo modo per riportare "la palla al centro", e ricominciare la partita. «Credo che serva un atto di buon senso: la Porto, abbiamo letto, ha un importante piano di investimenti, ha la prospettiva di crescita legata al Nuovo Pignone, ha l'esigenza di costruire nuovi magazzini; non solo, dice di essere pronta a far ripartire il Mediterraneo e di essere disponibile ad acquisire la totalità delle quote di Area Spa. Sono decine di milioni di euro, ossigeno anche per le nostre imprese dell'edilizia perché l'albergo, i magazzini, e in generale rimettere in moto il comparto sarebbe un volano decisivo. Benissimo: però tutto questo, che secondo Nardi ha bisogno di certezze che solo l'essere terminalista può dargli, a questo punto non può più essere solo veicolato attraverso un business plain all'interno di un comitato portuale. Lo invitiamo quindi a presentare esplicitamente queste sue necessità non sui giornali o al comitato portuale, ma qui, in Assindustria, in un incontro aperto alle categorie e ai cittadini, e dove anche il sindaco possa esprimere le sue perplessità sul rischio monopolio, mettendo sulla bilancia costi, benefici, prospettive non immediate ma almeno di media scadenza per la città». IL NODO DEL NUOVO PIANO REGOLATORE. «A mio avviso - aggiunge Venturi - molte delle discussioni in campo saranno automaticamente superate dal nuovo piano regolatore portuale: con un secondo bacino, con una stazione marittima, ci saranno spazi e disponibilità per un secondo o addirittura, speriamo, per un terzo operatore, magari specializzato in traffico passeggeri. Che ci sia già ora questa opportunità, personalmente ho dei dubbi, non sono un esperto di economia marittima e sto a quello che leggo, e le dimensioni delle banchine del porto, paragonate ad altri scali, non consentono poi tante interpretazioni. Ecco, vorrei che anziché dover leggere sui giornali queste cose fondamentali, avessimo l'opportunità di un confronto a tutto campo, con la Porto, con l'amministrazione comunale, e anche con l'attuale presidente dell'Autorità portuale che possa illustrare a tutti le normative e le leggi in materia. E che si faccia il punto su come stanno oggi le cose. Qui non credo che il punto sia il ponte sul Carrione o no: quello, mese più mese meno, qualcuno lo dovrà fare. A noi interessa far ripartire in fretta una città bloccata, perché abbiamo decine di ditte in difficoltà. Che, tutte insieme, fanno molto più dei 230 stipendi, peraltro meritori della Porto. Ora la città ha bisogno di chiarezza, di trasparenza, di sviluppo». M.B.
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