Il dolore
Filippo Nardi, le sue guerre non convincono e non servono
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Filippo Nardi 1 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Il presidente (per ora, in attesa di ripassare la mano a Enrico Bogazzi) della Porto Spa, solitamente compassato e di poche parole, si scatena in comunicati fiume per dichiarare una guerra su banchine e ponti di cui la città non ha bisogno. Se il Politeama fosse aperto e Nardi fosse sulla scena, i fischi del loggione si sentirebbero fino alla Madonnina del porto. Un segnale autoritario e autoreferenziale lanciato in un momento delicato, unito alla mancata trasparenza sul nodo del subaffitto dell'area retroportuale. E per questo scende.
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