Sicurezza
Mulazzo, 35 milioni per rialzare la testa
Cristiano Borghini
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Il sindaco Sandro Donati Il sindaco: la priorità è togliere Castagnetoli dall'isolamento
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MULAZZO. Un Natale venato di amarezza. Il 25 dicembre, infatti, saranno passati due mesi esatti dalla bomba d'acqua che ha sconvolto i territori lunigianesi, mettendoli in ginocchio di fronte alla devastante furia distruttiva degli elementi. In questo periodo di tempo si è lavorato a Mulazzo per tornare alla normalità, facendo la stima dei danni e mettendo insieme sia le risorse economiche che quelle tecniche. «Abbiamo appena concluso la stima dei danni - spiega il sindaco Sandro Donati - la cifra è molto prossima ai 35 milioni di euro, che si ripartiscono tra danni ai privati e alle strutture, quali ponti e strade. Per un'amministrazione come la nostra è una cifra inarrivabile, siamo una piccola realtà e l'entità dei danni dimostra che non potremmo farcela da soli, se non con l'aiuto della Regione e dello Stato. È stato posto uno stop alle somme urgenze e la presentazione dei progetti e la richiesta dei finanziamenti sarà compito della neonata Unione dei Comuni, noi per quanto riguarda il nostro comprensorio abbiamo già provveduto alla redazione di alcuni progetti e la Regione si farà carico della messa in opera dei ponti crollati in quelle terribili ore, quest'ultimo lavoro avrà un costo di 20 milioni di euro». La messa in sicurezza della parte che sale verso il castello, quella in cui a fianco scorre il torrente Gorgone, è già oggetto di progetti che portino giovamenti anche per quanto riguarda l'abbellimento. Il corso d'acqua dovrà essere regimato in modo che non possa più tracimare e in questo stesso progetto viene inserita anche la piazza, ne verrà ridisegnata la fisionomia, verrà consolidata la strada che porta al maniero e sarà posto un ponte che colleghi al vecchio lavatoio che sarà ristrutturato. Si fa in modo di poter così coniugare quell'esigenza di sicurezza e la valorizzazione del territorio, fare in modo quindi di legare a doppio filo le nuove strutture all'ambiente circostante usando i materiali della tradizione: legno, sasso e tegole. Altro importante nodo da sciogliere sarà la ricostruzione del ponte che scorre sul torrente Mangiola: «Sarà un ponte lungo e costoso - afferma il primo cittadino - al momento stiamo studiando la possibilità di mettere in opera un guado, che sia percorribile 11 mesi all'anno, nel frattempo si utilizza la strada alternativa che passa da Gavedo, saranno fatte delle migliorie, per consentire un più facile scorrimento del traffico. Ci sono ancora situazioni da monitorare, dei movimenti franosi di cui ci siamo accorti solo ora della loro esistenza, si può dire che la conta dei danni è arrotondata per difetto, ci vorrà qualche anno e molta fatica prima di tornare alla normalità». Quando chiediamo al Sindaco quali siano gli interventi primari da effettuare,scopriamo che la lista è lunga: «Innanzitutto bisogna togliere Castagnetoli dal suo isolamento forzato, un intervento che è ancora segnalato come somma urgenza, bisogna provvedere a costituire un guado per Busatica e Cassana, mettere in sicurezza la viabilità che conduce a Parana e Montereggio, visto che gli abitanti passano da Madonna Del Monte per arrivare alle abitazioni, è una strada di montagna bisogna dotarla di guard rail e rimettere il sesto il manto stradale che è fortemente compromesso. Inoltre bisogna che sia rifatto il sistema fognario, durante l'alluvione abbiamo perso l'uso del depuratore, abbiamo chiesto a Gaia un preventivo e la cifra che servirà per rimetterlo in funzione è di 300mila euro». I fondi necessari per tutti questi interventi saranno disponibili dal 1º Gennaio.
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