Gioco
Il vescovo Santucci: cari auguri di Natale, pensiamo agli alluvionati
Giovanni Santucci
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Alcune immagini del presepe vivente allestito con laiuto di insegnanti e genitori dai bambini della scuola primaria di Casone A sinistra il vescovo monsignor Giovanni Santucci 2 MINUTI DI LETTURA
Sono grato al quotidiano «Il Tirreno», che mi permette di esprimere un augurio ai suoi lettori per il Santo Natale. Mentre formulo questo augurio, il cuore e la mente sono ancora pieni delle immagini e delle vicende della gente della Lunigiana, colpite dalla alluvione della fine dell'ottobre scorso. Necessariamente il pensiero corre a loro, a chi vivrà il Natale fuori della sua casa, bisognoso di ricominciare. È facile, troppo facile, fare un collegamento con le condizioni della nascita di Gesù, in una stalla, deposto in una mangiatoia, avvolto in poveri panni. Il mistero del Natale, il Figlio di Dio che diventa uomo, non è un caso. La sua nascita, la sua vita, la sua morte sono il suo «Vangelo», la scelta di cambiare il mondo, di rovesciare le idee e i progetti che il mondo offre e che drammaticamente sperimentiamo fallimentari. La consapevolezza della nostra fragilità, della povertà delle nostre soluzioni cui la recente alluvione ci costringe può essere occasione per una scelta di vita diversa, nuova, suggerita dalla visione cristiana che fa della Pasqua, della Resurrezione, il suo fondamento. L'augurio per il Natale, allora, non è solo di una gioia intima che nasce dai sentimenti di familiarità e di prossimità che la festa, di per sé, provoca, ma è proprio quello che la stalla di Betlemme, dove l'amore si fa Bambino, non sia subita ma scelta. Noi vogliamo vivere come Gesù, nella sobrietà e nel dono di noi stessi, nel servizio alla vita e ai fratelli perché questa è la via per costruire un mondo dove la pace, dono del Natale, ha una stabile dimora. Monsignor Santucci è vescovo della provincia
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