Gioco
Il servizio civile? «A sostituire il personale agli sportelli dell'Asl»
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Maria Teresa De Lauretis La denuncia di un giovane: tagliano posti ai cup con volontari sottopagati che pensavano di fare tutt'altro
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MASSA. Bella cosa il progetto di servizio civile della Regione Toscana: un'occasione di esperienza di vita e di crescita umana e professionale condotta impegnandosi a favore della collettività. Peccato che, a volte, il servizio civile si trasformi in una specie di sostituzione di personale. Di lavoratori che, per giunta rischiano il licenziamento. È quanto racconta un nostro lettore, Gianmaria Lenelli: «La mia compagna, 29 anni, laureata col massimo dei voti in Scienze Politiche - ci scrive -, sta svolgendo questo servizio civile all'Asl di Massa Carrara. E' stata una scelta determinata anche da una cronica assenza di lavoro, ma a convincerla ha contribuito notevolmente l'argomento su cui è stato pubblicato il bando: l'intercultura». Il problema, però, è che la giovane, racconta ancora il suo compagno, «è stata, come altri, assegnata a una mansione del tutto diversa: si occupa per 30 ore alla settimana delle esenzioni ticket. Ora, si dà il caso che io lavori in una coopertiva sociale che ha subito una riduzione di personale proprio nel cup dell'Asl guidata da Maria Teresa De Lauretis. La situazione è chiara: hanno tagliato sul personale per arginare il del buco di bilancio, affidando questo servizio ai volontari del servizio civile. I quali per 433 euro al mese svolgono un servizio di puro sportello, per cui non sono preparati e che tantomeno avrebbero voluto fare». Altro che «rendersi autonomi, mettersi alla prova», il servizio civile voluto dalla Regione, dice ancora Lenelli «dimostra qualcosa di completamente diverso: il servizio civile si configura piuttosto come una frustrante esperienza lavorativa sottopagata, utilizzata per pagare i danni fatti da altri».
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