Sicurezza
Aulla, scade convenzione con hotel: sfollati tornano in case a rischio
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A due mesi dall'alluvione, che ad Aulla ha fatto due vittime, una quindicina di famiglie è tornata a vivere nel martoriato quartiere Matteotti, il più colpito dalla piena del fiume Magra, e ad occupare le vecchie case, malgrado l'ordinanza di sgombero firmata, subito dopo la catastrofe, dal sindaco Roberto Simoncini. E' scaduto, infatti, il 15 dicembre scorso, il termine per la provvisoria sistemazione negli alberghi delle famiglie sfollate.
Così, alcune famiglie, non avendo trovato ospitalità da parenti e amici, hanno rioccupato le abitazioni del quartiere Matteotti lato monte. Quelle che si affacciano sul fiume sono disabitate perché semidistrutte.
«Sono molto vicino agli sfollati, soprattutto in questi giorni di festa - spiega il sindaco - ma il Comune non ha voce in capitolo per quanto riguarda una possibile proroga dell'alloggio in albergo. L'ordinanza della protezione civile firmata dall'ex presidente del Consiglio Berlusconi, subito dopo la tragica alluvione, consentiva la permanenza in hotel per un mese e prevede che scaduto questo termine, gli sfollati debbano trovare una sistemazione altrove".
"Noi ci siamo ovviamente mossi - aggiunge Simoncini - per sollecitare soprattutto l'Erp a mettere a disposizione le case popolari. Però ci sono stati problemi perché gli alloggi non erano ad Aulla, li abbiamo trovati ad Albiano, Villafranca e Licciana e le famiglie evacuate non vogliono lasciare Aulla. E allora per metter loro a disposizione una dozzina di case nel nostro Comune bisognerà attendere un mese, perché l'Erp deve completare dei lavori di ristrutturazione».
«Ripeto - aggiunge il sindaco -, l'ordinanza Berlusconi deve essere rispettata e prevede anche 100 euro a testa ogni sfollato con un massimo di 400 euro a famiglia al mese in attesa della sistemazione delle case Erp. Colgo l'occasione per augurare un buon Natale a tutti e in particolare agli sfollati e il Comune continuerà a fare la sua parte per risolvere il problema al più presto. Le famiglie che hanno disatteso l'ordinanza di sgombero? Sono rientrati al quartiere Matteotti a loro rischio e pericolo». Sono una quindicina le famiglie per un totale di 50 persone che abitavano nel quartiere Matteotti.
Così, alcune famiglie, non avendo trovato ospitalità da parenti e amici, hanno rioccupato le abitazioni del quartiere Matteotti lato monte. Quelle che si affacciano sul fiume sono disabitate perché semidistrutte.
«Sono molto vicino agli sfollati, soprattutto in questi giorni di festa - spiega il sindaco - ma il Comune non ha voce in capitolo per quanto riguarda una possibile proroga dell'alloggio in albergo. L'ordinanza della protezione civile firmata dall'ex presidente del Consiglio Berlusconi, subito dopo la tragica alluvione, consentiva la permanenza in hotel per un mese e prevede che scaduto questo termine, gli sfollati debbano trovare una sistemazione altrove".
"Noi ci siamo ovviamente mossi - aggiunge Simoncini - per sollecitare soprattutto l'Erp a mettere a disposizione le case popolari. Però ci sono stati problemi perché gli alloggi non erano ad Aulla, li abbiamo trovati ad Albiano, Villafranca e Licciana e le famiglie evacuate non vogliono lasciare Aulla. E allora per metter loro a disposizione una dozzina di case nel nostro Comune bisognerà attendere un mese, perché l'Erp deve completare dei lavori di ristrutturazione».
«Ripeto - aggiunge il sindaco -, l'ordinanza Berlusconi deve essere rispettata e prevede anche 100 euro a testa ogni sfollato con un massimo di 400 euro a famiglia al mese in attesa della sistemazione delle case Erp. Colgo l'occasione per augurare un buon Natale a tutti e in particolare agli sfollati e il Comune continuerà a fare la sua parte per risolvere il problema al più presto. Le famiglie che hanno disatteso l'ordinanza di sgombero? Sono rientrati al quartiere Matteotti a loro rischio e pericolo». Sono una quindicina le famiglie per un totale di 50 persone che abitavano nel quartiere Matteotti.
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