Sicurezza
Alla Giorgini la recita si fa in divisa
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IL LOGO. Montignoso stilizzataUna trentina di alunni sfoggia la nuova mise alla festa di Natale
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MONTIGNOSO. C'è tutto quello che ad una festa di Natale con i fiocchi non deve mancare: microfoni, alunni emozionati, genitori con le lacrime agli occhi. Alla Giorgini, però, a condire la rituale recita, mercoledì sera, c'è qualcosa di più, un ospite che a qualcuno proprio non va giù: entra in scena la divisa. Per una trentina di ragazzi jeans e felpina bianca con il logo blu impresso: il nome dell'istituto, il mare e le montagne stilizzate. E, in primo piano, la sagoma del castello Aghinolfi, simbolo, per eccellenza, dell'identità montignosina. Ma gli alunni non vestono - come a dire il vero accade in parecchie recite - gli stessi colori perchè qualcuno di mettersi la divisa non vuole neppure sentirne parlare. E arriva con il pantalone e la maglia preferiti o magari quelli che per primi gli sono capitati tra le mani aprendo l'armadio. Recita riuscita, ma immancabili polemiche il giorno dopo. A farsi sentire sono i genitori del comitato antidivisa, lo stesso che, confluito nella lista Arcobaleno, ha conquistato 4 rappresentati su 8 in consiglio d'istituto. Mamme e papà non condividono - e lo hanno chiarito più volte - la tesi della preside Tosca Barghini: divisa uguale senso di appartenenza. Nè ritengono che vestire la divisa aiuti a superare differenze sociali. Ma, questa volta, il fronte «no divise» gioca l'argomento costi e finanziamenti: «Falso - spiegano - che i completi siano acquistati dalla fondazione Mite Giannetti D'Angelo (legata alla Campolonghi ndr). Perchè la fondazione contribuirà ad acquistare il completo solo dei ragazzi più bisognosi. Accentuando, in questo modo davvero, le differenze economiche». E - a conferma della loro tesi - i genitori mostrano l'atto, firmato dalla dirigente il 21 dicembre: «Il consiglio - si legge - no ha ritenuto utile fornire "forzatamente" un contributo a chi, in coscienza, non ritenesse di doverne usufruire, ma piuttosto metterlo a disposizione di coloro che ne facessero richiesta nei modi dovuti... La riservatezza cui è tenuta la segreteria rende la procedura discreta». E anche sull'espressione "modi dovuti" arrivano le contestazioni: che si deve fare, presentare l'Isee, distinguendo tra chi può e chi non può? L'attacco dei genitori si fa ancora più concreto: «Una divisa bianca, impossibile che un ragazzino la indossi due giorni. Ne servirebbero almeno due, per un costo di 132 euro». Divisa o non divisa? Questo il dilemma a Montignoso, con il sindaco Narciso Buffoni che tenta di tirarsene fuori: «La scuola ha la sua autonomia, il Comune non c'entra, certo non c'è una norma che imponga la divisa, chi vuole la può mettere, chi non vuole non può essere forzato ad indossarla. Certo - si lascia sfuggire - non siamo alla scuola privata. L'importante, in ogni caso, è evitare l'uniformazione dei cervelli». Insomma, la divisa arriva a Natale, eppure il clima di festa non smorza le polemiche, tutt'altro. (C.S.)
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