Il Tirreno

Cermec chiederà i danni a ErreErre

<b>INCHIESTA.</b> L&#146;impianto Cermec per il trattamento dei rifiuti solidi urbani della provincia
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INCHIESTA. L’impianto Cermec per il trattamento dei rifiuti solidi urbani della provincia

Sindacati contro Benedetti: rigore sospetto. Fli: via tutti gli indagati

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 MASSA. «ErreErre "collaudato e funzionante"? Ma cosa dice l'ingegner Squaglia». Cermec replica al tecnico di Quadrifoglio (Delca) che nei giorni scorsi, in un'appassionata difesa del suo lavoro, sosteneva che sarebbero bastati "venti giorni" e, soprattutto la "volontà politica" per fare partire l'impianto.  L'azienda guidata da Ugo Bosetti risponde che non è proprio così: «Il contratto "chiavi in mano" che Delca avrebbe dovuto onorare non era stato affatto rispettato, tanto che il supplemento di collaudo e la perizia tecnica richiesta a un professionista esterno hanno evidenziato gravi lacune, non gestionali ma impiantistiche».  Quanto alla "mancata la volontà politica" per quanto riguarda l'allacciamento con la rete metano, Cermec sostiene: «L'approvvigionamento di energia avrebbe dovuto essere un prerequisito per un impianto di quel tipo, non un'incognita da risolvere in corso d'opera. E riesce difficile immaginare quali possano essere gli "ostacoli politici" a cui allude l'ingegner Squaglia. Se ci sono stati - e noi non ne siamo a conoscenza - avrebbe dovuto evidenziarli quando ancora era direttore tecnico. Ed oggi dovrebbe informare di questi fatti la magistratura, semmai».  Replica anche sul personale: «Poco e poco qualificato, sostiene l'ingegner Squaglia. Noi possiamo garantire sulla serietà e la professionalità del personale messo a disposizione da Cermec. Il fatto, però, è che le attività di formazione e di addestramento dei tecnici erano una specifica incombenza di Delca che era anche socio di ErreErre».  Insomma, sostiene l'azienda, la fornitura da parte di Delca «è stata eseguita tutt'altro che correttamente e Cermec si ritiene danneggiato da tale inadempimento. Tanto che alla denuncia all'autorità giudiziaria era già stata fatta seguire anche l'avvio di una azione civile, volta all'indennizzo dei danni subiti, oltre che quella nei confronti degli amministratori precedenti, già diffidati per la responsabilità civile.  Adesso, à la conclusione, «nell'emergere di nuove ipotesi dall'inchiesta penale, Cermec ancor più si ritiene parte lesa e sta verificando i danni patiti, valutando le iniziative per ottenerne l'ulteriore risarcimento».  Cgil, Cisl e Uil.. I sindacati interni di Cermec replicano invece a al consigliere Pdl Stefano Benedetti che, «oltre a scandalizzarsi per il fatto che la società ha chiuso il contenzioso con l'Agenzia delle Entrate in via transattiva, ripete l'ormai logora litania della presunta illegittimità del concordato Cermec». Il consigliere del Pdl, contrattaccano i sindacati, «farebbe bene a concentrarsi su altri sforzi, ad esempio quello di un'approfondita riflessione politica. Una questione, come sembra almeno dal ventaglio degli avvisi di garanzia, che coinvolge larga parte delle formazioni di partito, nessuna esclusa, neppure quella a cui attualmente appartiene. Invece Benedetti gioca a fare il giurista, magari malconsigliato. Quel che ci domandiamo è se le sue obiezioni le avrebbe sollevate anche quando, qualche mese addietro, con ancora in attività l'impianto di ErreErre, frequentava con una certa continuità l'impianto e i sui vertici dell'epoca. E ci chiediamo se dietro al "rigore" dimostrato nei confronti dell'Agenzia delle Entrate non si annidi un qualche personale "livore", un qualche conflitto di interessi anziché il nobile intento di tutelare l'interesse pubblico».  Futuro e Libertà. Fli ha organizzato per lunedì un sit-in sotto il Palazzo della Provincia dalle ore 10 in poi per chiedere le dimissioni per tutti gli indagati Cermec. «Esigiamo - dice Nicola Franzoni - le immediate dimissioni di coloro hanno incarichi istituzionali: il vice presidente del consiglio provinciale Ezio Ronchieri, vice-Segretario del Pdl e segretario dell'ex ministro Matteoli, Marco Andreani, presidente del consiglio comunale di Massa e presidente provinciale dell'Api; Lucio Barani, parlamentare del Pdl; sospensione dal servizio per Carlo Righini, funzionario Arpat».

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