Attenzione
C'è la crisi, più tradizione, niente caviale e champagne
Margherita Mazzarella
Tornano i menu "alla massese" a base di classiche zuppe e tordelli casalinghi
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MASSA CARRARA. Niente capitone e caviale, niente polli ripieni e poco champagne previsti sulle tavole imbandite dai massesi per la cena del 24 e il pranzo del 25 dicembre. Parola di cuoche. Complice anche la crisi, che rende inarrivabili certi acquisti gustosi, le signore che si occuperanno di preparare i banchetti delle feste per tutta la famiglia. Intervistate a bruciapelo in coda ai banchi dei supermercati in questi giorni, promettono menù natalizi all'insegna sì della tradizione, ma di quella rigorosamente massese, e della cucina massese più povera e contadina. Semplicità e voglia di ricordare fin dall'acquisto degli ingredienti: cavolo nero, fagioli, merluzzo, gobbi e carne macinata nei carrelli delle signore. Tordelli e lasagne tordellate o cappelletti in brodo di primo quasi per tutte, e per tutte top secret anche sotto Natale, che tutti dovrebbero essere più buoni, la ricetta segreta che rende questi piatti tanto prelibati: carne macinata, bietole e "mundiola" gli ingredienti, ma inaccessibile la formula per trionfare in tavola: «Preparo i tordelli alla massese per la famiglia ogni anno a Natala da sessent'anni - ha detto Floria Tommasi, cuoca per passione da tutta la vita - ma non ho mai rivelato a nessuno la ricetta esatta... altrimenti che sorpresa c'è nel mangiarli ogni volta riscoprendoli sempre buoni come una volta?». Addio alle diete almeno per due giorni se si vuole assaggiare il secondo, per la maggior parte della famiglie un tradizionale e massesissimo fritto misto a base di pollo, agnello e verdure, o, in alternativa, un misto di baccalà "alla massese", gettonatissimo anche ai banchi del mercato settimanale, che questa settimana stanno esaurendo il prelibato pesce, che arriverà sulle tavole accompagnato dal delizioso sughetto preparato con pomodori pelati e salvia; per alcuni amanti dei frutti di mare in lista anche i "muscoli" ripieni "alla massese", anche se non mancheranno neppure torte di verdure e "bollenti": «Ricordo che quando eravamo ragazzi il pranzo di Natale era un momento di festa e di lusso anche per noi maschietti che non abbiamo mai alzato una forchetta in cucina - ha detto un anziano curiosando tra i banchi di un alimentari - perchè quel pranzo era ricco: mangiavamo la carne, anche il formaggio, cose che accadevano due o tre volte l'anno».
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