Il Tirreno

Barani: non un'onda ma uno tsunami

Gli effetti dell’alluvione che ha colpito Aulla
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Gli effetti dell’alluvione che ha colpito Aulla

E il governo ammette: «Ci fu un blackout nelle comunicazioni»

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 AULLA. Quali sono le cause reali dell'alluvione e chi sono i responsabili di eventuali inefficienze? Questi i quesiti sollevati ieri da un'interpellanza parlamentare presentata da Lucio Barani.  Nel porre tali domande, Barani non ha mancato di ipotizzare tutta una serie di fattori che, sommati alle precipitazioni sicuramente straordinarie del 25 ottobre, potrebbero aver contribuito a rendere devastante l'effetto della pioggia.  Secondo l'ex sindaco, infatti, alcune manovre sbagliate alla diga di Rocchetta, la mancata creazione delle casse di espansione (richieste dall'autorità di Bacino per la messa in sicurezza della valle) lungo i corsi d'acqua della zona, una cattiva gestione del Magra e dei suoi affluenti e infine le lacune nella catena di comunicazione tra gli enti per la notifica dell'allarme, avrebbero aggravato gli effetti di quella pioggia eccezionale.  «Situazioni che - afferma Barani - messe tutte insieme potrebbero essere la causa di quello tsunami, che ha messo a dura prova la città».  Una tesi, quella del parlamentare del Pdl, secondo la quale ci sarebbero responsabilità e colpevoli da ricercare per quanto accaduto in Lunigiana non imputabile, secondo Barani, al solo evento meteorologico.  Di tutt'altro parere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Giampaolo D'Andrea che, nel replicare al deputato azzurro, smonta puntualmente quasi tutte le sue ipotesi.  «Le manovre alla diga di Rocchetta - ha affermato l'esponente del Governo - sono state condotte nel rispetto delle norme vigenti ed entrambe le dighe presenti sul territorio, quella di Rocchetta e quella di Giaredo, non hanno presentato problemi di sicurezza a seguito dell'evento atmosferico». D'Andrea sorvola poi sugli altri elementi indicati da Barani per affermare senza mezzi termini che «le cause dell'alluvione vengono fatte risalire alle caratteristiche eccezionali dal punto di vista meterologico» che si sono registrate nel corso di quella giornata: «queste intensissime precipitazioni hanno determinato - aggiunge il sottosegretario - fenomeni di piene repentine, accompagnati da un notevole trasporto di sedimenti nei corsi d'acqua minori e piene significative in quelli prinicpali, il Vara e il Magra».  L'unico intoppo "ammesso" dichiaratamente da D'Andrea è il blackout delle comunicazioni registrato nella zona interessata all'alluvione che ha impedito «l'attivazione delle fasi di allerta nei confronti della prefettura e della direzione generale per le dighe».  Una replica, quella del governo "gradita" a Barani che sottolineando la falla nella comunicazione dell'allarme conclude «nella mia interpellanza ho parlato di uno tsunami e lei sottosegretario, ha confermato che si è trattato di un vero e proprio tsunami». C.Ch.

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