Il dolore
Regali, vendite in calo del 40%
Chiara Sillicani
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BANCARELLA. Mercatino in città Commercianti al collasso: troppa paura e anche chi può spende poco
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MASSA. Apri il portafoglio e ahimè di soldi ne trovi ben pochi. Ma anche quando qualche banconota c'è, preferisci richiudere il borsello e tenerlo ben stretto nella tasca. È l'effetto (doppio) della crisi: meno euro e paura di spendere. Risultato? Ai piedi dell'albero di Natale i pacchetti ci sono, ma sono meno dello scorso anno e soprattutto piccoli. L'istituto studi e ricerche della Camera di commercio lo ha annunciato qualche giorno fa: spese ridotte di oltre il 20%. E chi è dietro la cassa ogni giorno conferma. Una bella botta per il settore commerciale, già alle prese con importanti cali di fatturato. E se qualche ottimista c'è, la maggior parte dei negozianti ammette che i consumi si sono contratti, anche fino al 50%. Addio cappotto nuovo, anello per la moglie, fiori per la nonna: crisi in città e in riva al mare. Anche se l'impatto su Marina ha effetti diversi: da quelle parti l'incidenza delle festivita sul fatturato, rispetto all'estate, è limitata. Eppure Andrea Lazzini, storico fioraio di piazza Betti, traccia un quadro degno della recessione del '29: «Voglio essere onesto - esordisce - il calo supera il 50%. Ci sono colleghi che non battono cassa. In ogni caso ritengo che parlare di una contrazione media del 30% sia più che corretto: si taglia su tutto, anche sui fiori. Monti - rincara - ci ha tagliato tutto». È più ottimista Guido Mottini, della boutique Jura, in via Rossi: «Questo è un Natale calmo - ammette comunque - lavoriamo con i nostri clienti più affezionati. La gente è spaventata, colpa di un vero e proprio terrorismo mediatico: dovrebbero spiegare - e si concentra sull'analisi - che gli altalenanti risultati del mercato finanziario non significano crollo dell'economia reale». Marina soffre, il centro è al collasso. Manlio Ferrari è il titolare della storica gioielleria di via Bastione. Ha poco più di 40 anni e non ha dubbi: «Questo è il Natale più triste che io ricordi: spento, senza entusiasmo. Il calo? C'è eccome e si attesta tra il 30 e il 40%. Non scende - aggiunge - lo scontrino medio, ma l'affluenza. Il calo davvero preoccupante - rincara - è quello dell'interesse». Segnale scoraggiante: pochi soldi e poca gente che ha voglia di curiosare, di fermarsi davanti alle vetrine, di informarsi. Al negozio di Beghini, in via Bastione, il titolare non c'è, risponde un'impiegata e si limita ad un: «Non posso dirle nulla. Ma come vuole che vada? Male». Il più ottimista degli ottimisti, invece, è Franco Talamoni, il veterano dei commercianti, titolare di Valentino: «A novembre - ma deve aggiungere - con le promozioni, abbiamo incrementato, dicembre è in linea con gli altri anni». Fa però alcune notazioni non da poco: «Spese mirate, pochi regali di valore, calo entro il 10%, niente ressa. Ma il fatturato - assicura - regge». Insomma, Babbo Natale è senza soldi: non resta che accontentarsi.
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