La manifestazione
Gli acquirenti contattano i venditori via mail
La truffa delle moto, e l'assegno è "cabriolet"
David De Filippi
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Una motocicletta 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Alcuni tentativi di truffa informatica hanno interessato il commercio via internet delle motociclette. Sono diverse le segnalazioni e i casi segnalati anche nella nostra zona di quegli utenti che hanno provato a vendere i propri motoveicoli attraverso i più noti siti di annunci. Il "gioco" è semplice. Chi ha una moto (o qualunque altro oggetto) da vendere può registrarsi con semplicità su portali dedicati al commercio tra privati, e mettere un annuncio, con foto, del mezzo da cedere. Di solito, si viene contattati da altri privati, che possono concludere l'affare, dopo un consueto incontro di persona. Ultimamente, però, imperversa una strategia: chi ha offerto una moto, riceve un'e-mail da un utente, che si firma con nome e cognome. La lettera presenta diversi errori, ma lo scrivente specifica di essere straniero. Pone qualche domanda tecnica e si dichiara interessato all'offerta. Dopo la risposta, contatta di nuovo il venditore e si dice intenzionato a concludere l'affare, ponendo però un problema pratico: «Sono all'estero. Non posso concludere di persona. Manderò un mio corriere incaricato, che vi porterà un assegno circolare, prima di ritirare la moto. Oppure vi farò bonifico». Gli assegni risultano poi - nei casi segnalati - scoperti e anche il bonifico non è altro che un'abile contraffazione di un documento, che di solito viene scoperta quando la moto è già stata consegnata al corriere del truffatore. E quindi portata via. «Non bisogna cadere in questi tranelli - commenta Marco Calamari, titolare dell'omonima concessionaria di moto ad Avenza - Tempo fa anche io venni contattato. Stetti al gioco e addirittura mi arrivò l'assegno, che consegnai alle forze dell'ordine. Naturalmente, l'assegno era scoperto».
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