Sicurezza
La telefonata inguaia la poliziotta
Alessandro De Gregorio
La vice questore avrebbe informato il colonnello aullese che indagavano su di lui
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LIVORNO. «Dottoressa, credo che qualcuno mi stia seguendo. Mica indagano su di me?». Questo il tenore della telefonata che ha messo nei guai Palma Gagliardi. La dirigente della polizia che ha guidato le volanti a Livorno fino al 2004 e ora è a capo del commissariato di Cecina è indagata per favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio. Il pubblico ministero Gianfranco Petralia che conduce l'indagine lo scorso 11 novembre le ha notificato il 415 bis, l'avviso di conclusione delle indagini preliminari dove si preannuncia la richiesta di rinvio a giudizio. Una posizione marginale, quella della funzionaria di polizia, rispetto all'inchiesta madre che ha coinvolto l'ex comandante della base logistica militare di Marina, il colonnello dell'esercito Marcello Seremedi, di Aulla, accusato di concussione, falso e truffa aggravata per un presunto giro di lavori appaltati in cambio di denaro o regali. L'inchiesta madre. L'inchiesta madre, iniziata lo scorso anno e non ancora conclusa, venne alla luce a inizio ottobre con l'arresto di Seremedi da parte dei carabinieri. Arresto eseguito a Firenze, dove Seremedi si era trasferito dopo aver comandato Villa Ginori dal 2005 al 2009. Gli investigatori fino a quell'arresto avevano lavorato a fari spenti per non destare clamore, ma non ci riuscirono. La notizia uscì con il nome del colonnello, quello del suo ex braccio destro Antonio Resce e quello della consorte Anna Piera Moglia. Tre nomi, ma gli indagati erano quattro. Sms anonimo. Il nome della dottoressa Gagliardi è arrivato da una segnalazione anonima. Martedì alle 20,15 qualcuno ci ha inviato un sms da una cabina (o da un centralino, ma è un'ipotesi meno credibile) della zona Sassetta-San Vincenzo. Il messaggio è arrivato sui cellulari dei cronisti di giudiziaria: quello di chi scrive e quelli dei colleghi di altre testate. Non è raro e di solito le segnalazioni anonime, delazioni non suffragate da conferme, finiscono nel cestino. Invece questa di conferme ne ha ricevute dopo una serie di verifiche incrociate e, infine, dalla diretta interessata. La telefonata. Quando sia entrata nell'inchiesta anche la Gagliardi non lo sappiamo con precisione. Certo è che, prima dell'arresto di Seremedi, il telefono del colonnello era stato messo sotto controllo. Seremedi in quel periodo telefonò anche alla Gagliardi perché si era insospettito, temeva di essere seguito. Aveva ragione. Sempre stando a quanto siamo riusciti ad apprendere, durante la telefonata non ci fu alcuna conferma né smentita. Gli investigatori sono convinti che successivamente ci sia stato un appuntamento tra i due e che la conferma sia arrivata di persona. No comment in questura. La funzionaria di polizia ieri non ha rilasciato alcun commento. In commissariato, ai più stretti collaboratori ha confermato l'indagine nei suoi confronti ribadendo di avere la coscienza a posto e di riporre fiducia nella magistratura. Nessun commento neanche da parte del questore Bruno D'Agostino, contattato al telefono. A quanto pare il responsabile della questura non era stato messo al corrente di questa situazione. Il procuratore. L'unico che ha parlato, limitandosi a confermare quanto già uscito sui giornali, è stato il procuratore capo Francesco De Leo. Ai cronisti De Leo ha detto che la dottoressa è stata già sentita dal pm, che ha risposto a tutte le domande e che ora si attende l'udienza davanti al gup. Solidarietà. Sulla vicenda interviene la segreteria provinciale del sindacato di polizia Ugl: «La notizia appresa questa mattina - scrive il segretario Pasquale Sannuto - è stata un fulmine a ciel sereno, che onestamente non ci aspettavamo. Auspichiamo che la magistratura indaghi scrupolosamente e celermente e faccia al più presto piena luce sull'intera vicenda. Ci auguriamo che la dottoressa Gagliardi risulti estranea a tutte le contestazioni addebitatele».
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