Il Tirreno

L’AGITAZIONE

Giornalai, in forse lo sciopero

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 MASSA. Oggi l'incontro con ministro per scongiurare i tre giorni di sciopero (dal 27 al 29 dicembre) proclamati dal sindacato degli edicolanti per protestare contro il progetto di liberalizzazione del settore inserito dal Governo Monti.  In Toscana, tuttavia, c'è un cauto ottimismo: «La Regione - fa sapere in un comunicato la Sinagi, sindacato nazionale giornali - ha una legge molto restrittiva per quanto riguarda la vendita di giornali, che per il momento non può essere scavalcata».  Sarà, ma gli edicolanti sono comunque sul chi vive e e continuano a considerare l'idea di partecipare allo sciopero nazionale.  «Vediamo come proseguono le cose. - spiega Stefania Reboa, proprietaria del chioschetto di giornali sito davanti al Teatro Guglielmi- Noi dovremmo essere salvi per il momento, ma comunque questa riforma non è per niente giusta».  «Noi staremo aperti ma bisognerebbe scioperare per solidarietà agli altri edicolanti. - spiega Andrea dell'edicola in Piazza delle corriere - Come si fa a liberalizzare un settore con i prezzi fissi?».  Se è forte l'indecisione sull'adesione allo sciopero, unanime è la condanna al riforma Monti: «Questa legge non va bene - si spiega - l giornale lo paghi uguale da tutte le parti. Siamo gli unici commercianti che non decidono né il prodotto da vendere, né il prezzo e neanche la quantità. Lo decidono due soggetti: il distributore locale e l'editore. Non è un settore competitivo che si può liberalizzare». M.C.

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