Il Tirreno

E gli acquisti si fanno in città

<b>NATALE TRISTE.</b> Addobbi al supermercato (foto d&#146;archivio)
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NATALE TRISTE. Addobbi al supermercato (foto d’archivio)

Ma crolli di fatturato dopo la ripresa estiva

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 MASSA. Le cose non vanno a gonfie vele, ma poi arriva Natale e rimette tutto (o quasi) a posto. È così da anni: si fa a meno di tante cose, ma certo non della tradizione.  E i commercianti, nel periodo festivo (almeno in quello) prendono una bella boccata d'ossigeno. Questo 2011, però, fa eccezione: addio a regali e sfizi e - di conseguenza - ad una bella iniezione per il fatturato dei negozianti. Anche se - unica buona notizia - chi compra, lo fa a Massa. Eppure il settore nella prima metà dell'anno dava segnali positivi. Non che fosse approdato al segno più, ma le perdite si erano fatte più contenute. Poi sono arrivate la crisi e - conseguenza diretta - le manovre del governo. Fino all'ultima. E adesso ci sono pochi soldi e troppa paura per spendere. A giugno la perdita del settore commerciale era la più contenuta dall'inizio del 2008, l'anno nero. Si attestava sul -1,6%, perfettamente allineata con le medie regionali e nazionali.  I segnali più incoraggianti, secondo le analisi dell'istituto studi e ricerche della Camera di commercio, arrivavano, ad inizio estate, dalla grande distribuzione, riuscita, seppur lentamente, ad imboccare un trend di crescita.  Negli ultimi anni la contrazione dei consumi ha riguardato tutti i settori, anche quello alimentare: compro solo quello che serve ed evito le scorte. A fine 2010 il calo degli acquisti alimentari, infatti, aveva raggiunto il -4,6%. Il 2011 - almeno fino a giugno - ha fatto ben sperare: il calo si era arrestato al 3,3%. Ora l'inversione di marcia: a Natale la contrazione riguarderà (seppur in musira minore) anche l'alimentare. A metà anno le attività di medie dimensioni erano riuscite a reggere il colpo raggiungendo il pareggio. Adesso la crisi e la manovra Monti cambiano le carte in tavola e il settora fa i conti con una botta che mette a rischio i risultati (anche se piccoli) già conquistati. Un dato incoraggiante, però, sempre secondo l'istituto studi e ricerche, c'è: per Natale i massesi hanno fatto - e faranno in questi ultimi due giorni - gli acquisti a casa loro. Un segnale - spiega Daniele Mocchi, ricercatore economico - positivo a metà, però: «Valorizza le attività locali, certo, ma è sintomo di pessimismo e sfiducia».  Non ho soldi, non mi muovo, faccio pensierini e, se possibile, compro sotto casa. Perchè la depressione del portafoglio e anche depressione degli animi e, conseguentemente, delle città. (C.S.)

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