Sicurezza
I dipendenti sono in stato di agitazione: andrà avanti così fino alla fine del mese
Portalettere in rivolta, posta in ritardo Le bollette arrivano ma già scadute
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MASSA. Scendi, controlli la cassetta della posta: vuota. Così oggi, così anche ieri e l'altro ieri: lettere e documenti arrivano con il contagocce. Ma se poi ti trovi a fare i conti con la mora perchè la bolletta ti è stata recapitata in ritardo, beh allora, vai davvero su tutte le furie. Si lamentano in parecchi, ma c'è chi si espone in prima persona. Maria Giovanna Piastri abita in via Fosdinovo, a Marina. La posta non le arriva più «o arriva in ritardo, costringendo a pagare more pesanti. L'ho fatto presente, il postino è tornato per un solo giorno e mi ha consegnato in extremis i bollettini per pagare la comunità montana. Una situazione - assicura - che riguarda tutta Marina». Il problema è uno: i dipendenti delle poste (quelli iscritti a Cisl, Uil, Ugl e sindacato autonomo) sono in stato di agitazione, a livello nazionale. Lo sono stati ad ottobre e lo saranno fino alla fine del mese. «Contestiamo - spiega Fabio Galletti (Cisl) - la mancanza di personale, ma anche l'utilizzo di mezzi troppo vecchi». Così i postini si tirano indietro di fronte alle richieste di straordinario e prestazioni aggiuntive. In parole semplici: un portalettere è in ferie? La sua zona viene - o meglio veniva - divisa e coperta dai colleghi. Adesso, senza prestazioni aggiuntive, nessuno lo fa. E qualcuno si ritrova senza posta. Una protesta che, visti i disagi «dimostra - chiarisce Galletti - che il personale manca eccome. L'azienda - aggiunge - per non mettere a bilancio le ferie, obbliga a farle, quindi il numero degli addetti diminuisce ulteriormente. Senza dimenticare che lo stato di agitazione riguarda anche i dipendenti dei centri meccanizzati di smistamento e che gli utenti non sono stati adeguatamente informati». Posta a rilento, quindi. Speriamo che almeno le letterine di Babbo Natele siano arrivate a destinazione. C.S.
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