Italia
Erosione. La Compagnia del mare chiede al sindaco un piano arenile a breve
Mea culpa dei balneari
Chiara Sillicani
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IL DISASTRO. Unimmagine del crollo dei bagni dopo la mareggiata Emanuele Panconi: abbiamo consentito errori nei lavori
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MASSA. Un vero e proprio mea culpa. Motivato e deciso, seppur con pacatezza e senza toni polemici. Perchè adesso il mondo dei balneari è spaccato in due. E se Riviera Apuana è pronta a chiedere uno stop temporaneo dei lavori, in attesa di mettere tutti i puntini sulle "i", i 40 balneari confluiti nella Compagnia del mare vedono le cose diversamente. Per loro non c'è alternativa: i tempi per rimettere mano al mega progetto antierosione non ci sono. Tocca, però, - questo il concetto - battersi il petto perchè, al di là degli aspetti tecnico-progettuali, i balneari - così sostengono quelli della Compagnia del mare - non hanno affilato le unghie, nè alzato la voce quando i cantieri hanno aperto i battenti a ponente, anzichè a levante. In altre parole: al Frigido anzichè al Versilia. E quanto accaduto nei giorni scorsi a Ronchi sarebbe proprio la dimostrazione dell'errore commesso. Parola di Emanuele Panconi. È lui, ex titolare della Romanina e per anni in prima linea in Riviera Apuana, l'anima della Compagnia. Ed è lui a precisare che «il progetto nel suo complesso non può essere messo in diuscussione, ma l'attenzione deve essere massima sugli aspetti esecutivi». Panconi scende nel tecnico e spiega che il prolungamento degli argini del Frigido e del Magliano ha creato due vasche (quella compresa tra Frigido e viale Roma già chiusa parallelamente alla costa). Risultato? L'erosione si è scaricata immediatamente dopo il Magliano: «Quella parte di litorale - ribadisce Panconi - non era in sicurezza, lo sarebbe stata se i lavori fossero partiti dal Versilia». Ma non è andata così e forse - ipotizziamo - anche perchè un intervento immediato in quel tratto avrebbe messo non poco in allarme Forte. Di fronte al rischio di un incremento del fenomeno erosivo lungo le sue coste. La Compagnia ammette l'errore: «Abbiamo sbagliato tutti quanti, noi compresi. Adesso dobbiamo sostenere l'idea di una ripresa dei lavori, contemporaneamente sul Versilia e al Magliano. Per mettere in sicurezza Ronchi». No secco anche all'eventualità - sussurrata da qualcuno - di un passaggio di consegne dalla Provincia al Comune: «L'interessamento del sindaco - sintetizza Panconi - è positivo, ma trasferire le competenze sul progetto nelle mani di Palazzo civico potrebbe significare un allungamento dei tempi che davvero non possiamo permetterci». Poi una proposta che è anche una stoccata all'amministrazione e al primo cittadino: «Il sindaco vuol essere solidale con noi? Bene, pensi al piano dell'arenile, lo aspettiamo da quasi 30 anni. E, nel caso l'iter sia complesso - la butta là Panconi - prenda in considerazione anche l'ipotesi di una variante. Solo così i titolari degli stabilimenti crollati avranno una minima libertà di manovra per provare a rialzarsi». Magari arretrando o sfruttando il parcheggio. Una cosa è certa: i balneari sono spaccati. E nettamente: «Nessuno si illuda di poterci riunire».
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