Il Tirreno

Galliani e Canova, allo specchio l'arte di ieri e di oggi

Cinzia Carpita
Una stanza dedicata all’esposizione a Palazzo Binelli
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Una stanza dedicata all’esposizione a Palazzo Binelli

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 CARRARA. Ora i gessi degli allievi di Antonio Canova hanno compagnia nel palazzo Binelli, in un'operazione culturale che unisce passato e presente, arte neoclassica e contemporanea, la seconda che reinterpreta la prima fra marmo e tratto della matita: nella mostra D'après Canova si aggiungono infatti le opere di Omar Galliani (artista che insegna a Pietrasanta). L'esposizione è stata inaugurata ieri e sarà visitabile fino al 20 gennaio.  Una sinergia tra Accademia, Comune e Fondazione Cassa di riasparmio di Carrara.  Nella suggestiva location di Palazzo Binelli, la mostra "D'Après Canova. L' 800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri", inaugurata nel giugno scorso, svela gli accostamenti artistici di Galliani, realizzati negli anni Settanta. Accostamenti affascinanti, illustrati ieri nell'aula magna dell'ateneo cittadino in concomitanza con l'inaugurazione dell'anno accademico.  La mostra è composta da 27 gessi selezionati dalla gipsoteca dell'Accademia di belle arti e realizzati dagli scultori dell'Ottocento che si sono confrontati con i maestri Canova e Bertel Thorwaldsen (da Carlo Nicoli a Benedetto Cacciatori, da Pietro Tenerani a Luigi Bienaimè, da Carlo Finelli a Carlo Chelli, fino a Ferdinando Pelliccia e Pietro Lazzerini): gessi che adesso si specchiano con le opere contemporanee di Omar Galliani, quali "Inremeabilis error", "Emanazione" e "Principium individuationis".  Ma c'è di più: due annunci sono stati fatti. Il presidente dell'Accademia, Simone Caffaz, alla presenza della direttrice Lucilla Meloni, ha detto che è allo studio per la prossima estate nell'ateneo una mostra di maestri che passarono da Carrara, come Canova, Bartolini, Thorwaldsen. Ci sta lavorando anche il prof. Marco Baudinelli. «Non servono grandi risorse - ha detto il presidente - ma spazi per valorizzare l'intero patrimonio del gessi».  Ma - ha aggiunto Caffaz - il Palazzo del Principe, ha bisogno di finanziamenti per interventi di sistemazione, oltre a quelli che sono già stati fatti in questi ultimi anni. Occorre la manutenzioni costante e i soldi della Provincia non ci sono più come un tempo». Ha parlato anche della sinergia fra pubblico e privato per le iniziative culturali come Marble Week a cui l'Accademia conferma la propria collaborazione.  L'assessore alla cultura Giovanna Bernardini, ha invece descritto Carrara come museo all'aperto: non solo mostre al chiuso, ma anche percorsi nella città fra icone marmoree e piccoli monumenti di storia civile, dal Medioevo a oggi. «Un'idea pensata con Davide Lambruschi». Che dovrebbe concretizzarsi attraverso materiale informativo e didattico sui luoghi e sul sito del Comune.  Ma ancora non è completamente pronto il Centro di arti plastiche: «Mancano i collaudi», e si attende alla Padula il promesso museo multimediale su Michelangelo. «Bisogna chiedere all'assessorato ai lavori pubblici a che punto sono gli interventi», ha detto la Bernardini prima della conferenza.  Dopo gli interventi di Omar Galliani, della dottoressa Meloni e del presidente della Fondazione CrC Alberto Pincione, tutti a Palazzo Binelli.  Il portone dell'edificio restaurato si è aperto e molto pubblico ha subito affollato le stanze in cui è allestita l'esposizione, dove Galliani ha spiegato ogni abbinamento fra le sue opere e quelle degli scultori dell'Ottocento.  L'occhio viene subito rapito, nel raffronto tra gessi, disegni e marmi, teso a capire il lavoro di Galliani dedicato a Canova. Un regalo di Natale a Carrara, una riscoperta del legame fra la collettività e l'Accademia di belle arti che - ha ricordato Pincione citando Maria Teresa Cybo - fu fondata proprio «nell'interesse della città».

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