Il Tirreno

«Diga di Teglia causa del disastro»

Gianluca Uberti
Gildo Bertoncini e la sala consiliare gremita
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Gildo Bertoncini e la sala consiliare gremita

J'accuse di Gildo Bertoncini nell'assemblea voluta dal comitato di Aulla

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 AULLA. Sala consiliare stracolma per l'assemblea pubblica convocata dal Comitato rinascita Aulla e Lunigiana, presieduta dall'avvocato Roberto Valettini. Tanta gente e atmosfera accesa, con diverbi anche vivaci, segno che, giustamente, l'attenzione su quanto accaduto il 25 ottobre non accenna a scemare, anzi.  Infatti il tema della serata era proprio quanto accaduto quel giorno, con l'area tecnica dell'associazione, composta da tecnici di provata competenza, che ha fornito la propria versione dei fatti.  Ma prima di scendere nei dettagli occorre subito dire che il vice sindaco e assessore all'urbanistica, Gildo Bertoncini, è tornato ad accusare la diga di Teglia di Mulazzo, considerandola «una delle concause maggiori del disastro», mentre Matteo Tollini di Legambiente non è stato tenero proprio con Bertoncini, ex baraniano: «Abbiamo una schiera di amministratori pubblici che non ammette mai di sbagliare e Bertoncini va a cercare l'acqua fino a Teglia, ma basta dire che gran parte di Aulla era a rischio idraulico molto elevato già dal 2001, essendo costruita sull'alveo attivo del Magra».  Questo il pesante j'accuse di Tollini, il quale ha riportato la memoria dei presenti a quando sindaco e vice sindaco di Aulla erano Lucio Barani e Roberto Simoncini.  Ma andiamo con ordine.  A introdurre la serata è stato Valettini, il quale ha lodato il lavoro, «svolto in maniera gratuita e volontaria», dell'area tecnica dell'associazione, facendo notare che il Comitato rinascita Aulla e Lunigiana è «il primo soggetto che cerca di dare una interpretazione di quanto accaduto».  Inoltre ha affermato che l'associazione «è aperta a ogni critica, ma spesso sono le istituzioni a non apprezzare le critiche».  A scendere nei dettagli tecnici è stato il climatologo Maurizio Ratti che ha lasciato a intendere che a provocare l'alluvione potrebbero avere contribuito i mutamenti climatici: del resto a Pontremoli in quel giorno cadevano ben 376 millimetri di pioggia, che andavano a ingrossare un bacino grande come quello del Magra, 25º in Italia.  L'architetto Bruno Pucciarelli ha poi non escluso che la diga possa avere responsabilità, a tal proposito mostrando foto molto significative di Aulla, in bianco e nero, risalenti al dopoguerra, in cui si vede che fra le attuali via Resistenza e viale Lunigiana si stagliavano le acque, in quello stesso posto dove ora sorgono i palazzi: «Si tratta di un'area a pericolosità idraulica e gran parte della città si trova a essere costruita su zona esondabile». Pucciarelli forniva anche alcune linee di azione: velocizzare l'acqua nel tratto fra Aulla e località Calamazza, mettere in sicurezza Aulla tramite un argine ed elaborare un piano di emergenza, senza dimenticare la risagomatura e la pulizia del corso d'acqua.  E visto che la pulizia del Magra pareva essere una delle preoccupazioni maggiori fra il pubblico, a questo tema faceva cenno l'ingegner Gabriele Simonelli, quando leggeva un documento dell'Autorità di bacino del fiume Magra, documento dal quale emergerebbe che compito di pulire i fiumi è dell'Amministrazione comunale: il vice sindaco, però, non ci stava e chiamava in causa la Provincia.  Infine c'è stato anche chi, come Nello Bertoncini di Italia Nostra, ha parlato della responsabilità nel disastro della cassa di espansione del Magra alla Chiesaccia di Villafranca, distrutta dalla piena.

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