Il Tirreno

Condannato un noto avvocato

Alessandra Vivoli
Condannato un noto avvocato

L'accusa: tratteneva i risarcimenti dei clienti per le cause vinte

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una sentenza che farà discutere. Un noto avvocato è stato condannato per appropriazione indebita perchè accusato di trattenere i risarcimenti ricevuti dai clienti, per ottenere parcelle più elevate. Ieri in tribunale il giudice Cosimo Maria Ferri ha condannato a 10 mesi di reclusione l'avvocato Sergio Lalli. Dopo un delicatissimo processo il giudice Cosimo Maria Ferri si è espresso con una sentenza di condanna per «appropriazione indebita, aggravata dall'esercizio della funzione professionale». Dieci di mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) e 600 euro di multa per il legale Sergio Lalli.  A suo carico anche il risarcimento delle due parti civili costituitesi a processo.  Le cifre saranno quantificate in sede civile, per il momento è stata disposta un provvisionale di 3.500 euro ciascuna. A cui si aggiungono 2.500 euro di spese legali.  

La vicenda.
A denunciare l'avvocato Sergio Lalli (difeso dal collega Andrea Copello del foro di Genova) sono stati proprio due clienti: un'ex impiegata delle Poste Stefania Ravani, assistita dalla dottoressa Linda Zanello del foro di La Spezia e il padre di un ragazzo vittima di un incidente stradale, Maurizio Corsi, rappresentato dall'avvocato Andrea Lazzari.  La storia della spezzina Stefania Ravani risale all'estate del 2009. Voleva chiedere la riassunzione alle Poste e si rivolse a Sergio Lalli. La causa di lavoro, terminò con una vittoria su tutti i fronti. Ma l'assegno risarcitorio da 39mila euro, delle Poste, l'ex impiegata non l'ha mai visto. L'avvocato, secondo quanto lei stessa ha riferito in tribunale, disse che glielo avrebbe consegnato solo dopo il pagamento della sua parcella, di 9.586 euro. Da qui una battaglia. E l'assegno, non incassato, tornò nelle mani delle Poste. Non solo. Alla ex impiegata l'avvocato Lalli applicò il decreto ingiuntivo di pagamento.  Stessa storia per il marmista di Carrara, Maurizio Corsi. Dopo una causa di 12 anni ebbe il risarcimento per un grave incidente stradale occorso al figlio minorenne. Ma quell'assegno di 36mila euro dell'assicurazione, non lo vide mai. Perchè, come ha riferito nella sua testimonianza: «Le spese legali erano di 5800 euro, l'avvocato me ne chiese con la notula 24mila. Dopo qualche tempo mi arrivarono i decreti ingiuntivi dell'avvocato: proprio appena diventò maggiorenne anche a mio figlio».  

Il commento dell'avvocato Lazzari.
«È una sentenza destinata a creare un importante precedente - spiega l'avvocato Andrea Lazzari, che assisteva una delle due parti civili, Maurizio Corsi, costituite nel processo Lalli - Nella giurisprudenza non è frequente che venga condannato un avvocato, anzi è piuttosto raro».  «Quello che dispiace invece - conclude l'avvocato Lazzari - è che si poteva fare una trattativa, ma ci è stata chiusa ogni porta. Per questo siamo arrivati in tribunale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web