Il dolore
Autunno folle, disastri annunciati
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La piena del Magra sotto i ponti della città Il meteorologo Maurizio Ratti spiega come si è formata la bomba d'acqua
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PONTREMOLI. Un autunno "selvaggio" o quantomeno anomalo, logicamente sotto l'aspetto climatico. Parola di Maurizio Ratti, direttore dell'osservatorio meteorologico di Pontremoli che ci accoglie nel suo regno, ovvero la torretta dell'istituto dove, circondato da strumenti di ogni tipo, raccoglie numerosi e interessanti dati sulla meteorologia locale. E proprio gli elementi accumulati hanno dato modo a Ratti di arrivare a esprimere una definizione così perentoria: «Un autunno inusuale: molto soleggiato e caldo, con pochi giorni di pioggia ma, allo stesso tempo, con una precipitazione complessiva di gran lunga superiore alla media». Approfittando della disponibilità e della competenza di Ratti proviamo ad andare a sviscerare alcuni dati che hanno caratterizzato l'autunno (in meteorologia si intende dal 1º settembre al 30 novembre) da un punto di vista climatico. I media hanno parlato di un autunno molto caldo: ciò trova riscontro anche nei dati dell'osservatorio? «Assolutamente sì: è il secondo autunno più caldo dopo quello del 2006. Allora abbiamo avuto una media di 14,9 gradi appena superiore ai 14,3 registrati quest'anno». Perchè tale dato? «Con un settembre molto caldo. Senza mai picchi eccessivi ma con una grande costanza che ha determinato che sia stato il settembre più caldo degli ultimi anni con una temperatura media finale superiore di 3 gradi rispetto ai valori della norma. E poi con un novembre che ha fatto registrate circa 2 gradi in più rispetto alla media normale. Mentre ottobre, tra alti e bassi, ha concluso il suo percorso con dati nella normalità. Di conseguenza, verrebbe da pensare, è stato anche un autunno molto soleggiato...Proprio così. Sono stati l'ottobre e il novembre più soleggiati da quando esistono le registrazioni (1994) e settembre si posiziona al secondo posto dietro solo al dato del 1997. Con 45 giorni di sereno e solo 12 di cielo coperto». Entrando nel dettaglio? «Settembre ha avuto 258 ore di sole, nel 1997 erano state 266, mentre la media dovrebbe essere attorno ai 200. Ottobre è stato illuminato dai raggi solari per 231 ore, precedente record 193, mentre la media parla di 136 ore; infine novembre che è stato allietato da 153 ore di sole, il primato era di 128, con una media attorno alle 97 ore. Complessivamente 643 nel trimestre contro le normali 437». E tutto questo nonostante sia stato un autunno piovoso... «Sì, ma non confondiamoci: è stato piovoso come quantità complessiva di precipitazioni e invece sotto la media per quanto concerne il numero di giorni di pioggia, considerando quelli con una precipitazione di almeno un millimetro. Infatti sono stati 16 i giorni di pioggia registrati, quando la media stagionale ne prevede 30». Invece per quanto riguarda la quantità di precipitazioni? «Il dato finale è 861,6 mm di pioggia a Pontremoli a fronte di una media stagionale di 617. Quindi circa 250 mm di eccedenza. Parlando di precipitazioni è inevitabile analizzare gli straordinari e drammatici eventi del 25 ottobre. A Pontremoli nel corso di quell'evento sono caduti 376 mm di pioggia: il 43% della quantità complessivo della pioggia caduta nell'autunno pontremolese. Un dato straordinario che però è inferiore rispetto agli ancora più impressionanti numeri di Brugnato: 542 mm di cui circa 480 in sole 7 ore. Si tratta di eventi che trovano riscontro su scala secolare. A Pontremoli un raffronto si può trovare nel nubifragio estivo del 19-20 agosto 1952 quando caddero in 24 ore 336 mm di pioggia. E quindi ci troviamo questo paradosso di un ottobre soleggiato e piovoso allo stesso tempo. In effetti c è questo dato bizzarro con ottobre che è stato il più piovoso degli ultimi 30 anni e allo stesso tempo il più bello e soleggiato da oltre vent'anni. Questo è dovuto al fatto che la massa di acqua scesa dal cielo si è praticamente tutta concentrata, circa il 70% del totale mensile, nella precipitazione del 25 ottobre». Questi eventi straordinari sono legati in qualche modo a un cambio drastico della caratteristiche climatiche dei nostri territori? «Su questo punto andrei molto cauto. Ci sono tanti fattori che entrano in gioco: certo il mare più caldo e annate quasi sempre più calde del normale, dal 1988 a ora contribuiscono a ciò. Però questi fenomeni si sono verificati anche in anni non sospetti. L'esempio più eclatante lo possiamo trovare con il tornado che si abbattè su Marina di Montignoso il 28 agosto 1977, al termine di una delle estati più fresche del secolo». r.s.
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