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Riti voodoo per trasformarle in prostitute

Pattuglia della Finanza
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Pattuglia della Finanza

Colpo della Finanza all'organizzazione che reclutava giovani nigeriane

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 SARZANA. La Guardia di finanza della Spezia ha decapitato un'associazione a delinquere composta da nigeriani, dedita al traffico internazionale di esseri umani tra Nigeria e Italia, alla riduzione in schiavitù e allo sfruttamento della prostituzione.  Coordinati dalla direzione della Procura distrettuale antimafia di Genova, i finanzieri hanno eseguito 8 arresti in tutta Italia nell'ambito dell'operazione denominata "Caronte".  Nel corso degli ultimi 3 anni è stato calcolato che almeno 5mila persone siano state fatte entrare clandestinamente in Europa, attraverso rischiosi viaggi con i quali le vittime venivano condotte prima attraverso il deserto del Niger e della Libia e successivamente ammassati in centri di raccolta dislocati lungo le coste libiche da dove, in relazione alle diverse esigenze del "mercato" o delle organizzazioni criminali, venivano imbarcate su natanti alla volta dell'isola di Lampedusa. Qui giunti, dopo un periodo variabile di permanenza, venivano destinati ai centri di accoglienza di Puglia, Molise, Campania, Calabria e Sicilia. In questa fase si attivavano le teste di ponte dell'organizzazione con sede in Italia: nigeriani già domiciliati, legalmente o meno, nel territorio nazionale, rifornivano gli immigrati di schede telefoniche intestate a soggetti inesistenti al fine di renderli reperibili per i loro aguzzini, ma invisibili alle ricerche delle autorità, e ne organizzavano la fuga per poi assegnarli alle dipendenze degli sfruttatori, posti a un livello intermedio del sodalizio criminale, che ne avrebbero disposto in relazione alle direttive dell'organizzazione od alle loro esigenze.  Al vertice della compagine delinquenziale con base in Italia è stato individuato Humphney Okojie, detto "Onfry", nigeriano di 29 anni, residente nell'hinterland spezzino. Alle ragazze, parte delle quali poi dirottate anche in Val di Magra, veniva prospettato l'ottenimento di posti di lavoro in Italia, salvo poi richiedere fino a 60/70mila euro per "riscattare" l'investimento finanziario sostenuto dall'organizzazione che si è impegnata a facilitare l'espatrio.

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