Sicurezza
Bufera a Barbarasco. La gara per pulizie e trasporti vinta dalla Brunella con un preventivo che dimezza i costi
Prezzi bassi, scontro fra coop
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Il palazzo comunale di Tresana e il sindaco Oriano Valenti Tresana Servizi perde l'appalto comunale e si rivolge al Tar
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TRESANA. I fuochi d'artificio a Tresana arriveranno prima della notte di San Silvestro: ad accendere la miccia è la Cooperativa Tresana Servizi. La data di nascita di questa società risale al 2007 quando arriva il primo incarico conferito dall'amministrazione comunale, per la gestione dei servizi relativi a pulizia immobili comunali e scolastici, accompagnamento scuolabus e di mensa. L'incarico le viene nuovamente assegnato nel 2009, con gli stessi compiti, poi svolti fino all'ultimo bando di gara. Il 29 settembre scorso, la nuova gara per l'assegnazione della gestione dei servizi viene vinta dalla Cooperativa La Brunella. Invece di accettare la decisione presa dopo aver visionato le offerte chiuse all'interno delle buste, la precedente detentrice dell'appalto ricorre al Tar, mettendo in discussione le determinazioni del responsabile del servizio area amministrativo finanziaria, che dispone l'aggiudicazione dell'appalto e il verbale di gara della commissione per la valutazione delle offerte relative all'appalto. Il ricorso viene notificato all'Ente il 21 ottobre successivo, che si è tutelato presso lo studio legale Menchini & Asssociati, con sede a Massa. Il prezzo di emolumento orario, per svolgere i medesimi compiti, che la coop aullese ha messo sul piatto è stato di 8,60 euro, mentre quello precedente variava dai 14 ai 17 euro. La domanda che sorge spontanea è come mai un'altra società riesca a svolgere i medesimi compiti con un costo minore. Il sindaco Oriano Valenti, pur non rilasciando dichiarazioni sulla causa in corso, fa chiarezza su questa disparità di remunerazione: «Quello della Tresana Servizi è un prezzo di mercato e rientra nello standard delle altre società che svolgono lo stesso compito, invece quello della Brunella, è molto più basso. Noi monitoreremo che tutto si svolga secondo gli accordi presi e che non venga a mancare nessuno di quei servizi che finora sono stati garantiti, anche perchè in caso contrario la contraente, a seguito del contratto che vincola entrambi le parti al rispetto, dovrebbe pagare una penale e conseguentemente perdere la prelazione sull'incarico. L'aspetto positivo in questa vicenda è che il Comune arriverebbe a risparmiare circa 30mila euro che potranno essere destinati per altre necessità. Ho avuto un incontro con la Brunella che ha confermato il proprio impegno, quindi non c'è nulla di cui preoccuparsi». Questa però non è la prima causa che vede il Comune di Tresana in tribunale. La prima causa risale a 32 anni fa quando l'amministrazione cittadina decise di espropiare dei terreni a privati per poter consentire la realizzazione delle scuole di Barbarasco, della palestra, nella stessa sede, e per ampliare il cimitero. Nel corso degli anni la battaglia è andata avanti tra le mura del tribunale per giungere a conclusione il 31 luglio 2009 con le sentenze della Corte di Appello di Genova, numero 820 e 821, entrambe esecutive per espropriazione sine titulo. Le due sentenze hanno indicato che per il risarcimento siano necessari 113.039,32 euro, una spesa che graverà sulle casse comunali. Essendo le sentenze risalenti a più di due anni fa, gli espropriati potrebbero chiedere anche la rivalutazione degli interessi: un'ipotesi non lontana dalla realtà, poiché è prassi, nell'universo legale, ricorrere a tale strumento. Per poter pagare questo debito, il Comune, con la delibera 55 del 29 ottobre scorso, ha effettuato un debito fuori bilancio che permetterà di pagare la somma. Una terza causa è ancora in pendenza con gli stessi, e la sensazione che si scorge tra gli abitanti di Tresana è che il finale sia un deja vù, con il Comune costretto ancora una volta a mettere mano al portafoglio. «Siamo un Comune solido dal punto di vista finanziario - commenta il primo cittadino - abbiamo meno debiti rispetto ad altre amministrazioni che fanno ricorso sovente alla Cassa depositi e prestiti; noi accediamo meno a questo istituto e garantiamo gli stessi servizi. Siamo in pari con tutti i conti, a esempio abbiamo pagato le quote delle Società della Salute, quindi la nostra situazione dei conti non può essere messa in discussione». Cr.B.
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