Il Tirreno

La magia del presepe vivente di Montignoso ecco tutte le novità

Nicola Torri
A sinistra il presepe di Mariano Salvestrini
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A sinistra il presepe di Mariano Salvestrini

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 MONTIGNOSO. Una manifestazione che, oltre all'aspetto religioso abbia anche un grande valore sociale. Questo l'obiettivo che l'Anspi "Pio Avanzini" ed il comune di Montignoso, si sono prefissati con il presepe vivente del Cinquale. I preparativi sono oramai stati quasi tutti ultimati ed in città si attende con trepidazione la sera del 24 dicembre quando, cioè, vi sarà l'apertura al pubblico. Evento, che perdurerà per tutte le festività, vedrà il suo atto conclusivo nella giornata di domenica 8 gennaio.  «Il presepe vivente deve essere anche un collante sociale, vedendo valorizzato anche il momento associativo che rappresenta», dice il sindaco Narciso Buffoni, riguardo ai temi investiti dall'intera festività.  «Come amministrazione ci impegniamo nella massima pubblicizzazione dell'evento poiché è doveroso che, essendo un tema che interessa tutta la comunità, l'amministrazione si renda partecipe con ogni mezzo. Ciò è a nostro avviso di primaria importanza, poiché questa non è solo una manifestazione della singola zona, ma per tutti coloro che attirati dalla curiosità vogliano parteciparvi. Colgo anche l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato all'organizzazione».  Dello stesso avviso del primo cittadino, anche Don Maurizio Iandolo, sacerdote della parrocchia del Cinquale: «Appoggio pienamente quanto detto dal sindaco cogliendo pure io l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e parteciperanno per la riuscita di questa festa. Il ruolo del presepe sarà duplice, rivestendo l'aspetto spirituale e quello sociale, mostrando gli usi e costumi della gente dell'epoca».  Ad Andrea Bigini e Giuseppe Dazzi, storici ideatori del presepe, il compito di illustrare le novità: «La particolarità della nostra manifestazione è che tutti i figuranti che partecipano nel ruolo degli artigiani, lo sono realmente. Questo per rendere ancora più vivida l'idea di un presepio dal risvolto sociale», dichiara Dazzi.  «Sono passati oramai vent'anni dalla prima edizione di quest'evento ogni volta abbiamo notato miglioramenti visibili e costanti. La novità di quest'anno sta nel fatto che tutta la manifestazione partirà da via san Giuseppe Artigiano e non direttamente dalla parrocchia del Cinquale. Alla luce dei successi ottenuti, un pensiero va all'indimenticato Giuseppe Paolini, che assieme a noi si buttò anima e cuore nella realizzazione di questa manifestazione».

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