Gioco
La famiglia di Cesare Galletto sporge denuncia
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Cesare Galletto Mistero sulla morte del 38enne poche ore prima dimesso dall'ospedale
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SARZANA. Profondo cordoglio per la morte improvvisa del 38enne Cesare Galletto, ucciso da un malore nella notte tra sabato e domenica scorsi. Una morte ritenuta assurda da tutti coloro che conoscevano il perito agrario, nonchè ex calciatore dilettante, originario di Battifollo ma da tempo residente a Dogana di Ortonovo dove viveva con la fidanzata. Ed è per vederci più chiaro che la famiglia ha sporto denuncia ai carabinieri, di fatto bloccando la prassi che avrebbe di certo portato all'autopsia sul corpo dello sventurato 38enne che, la mattina di sabato scorso, si è presentato all'ospedale San Bartolomeo accusando un dolore alla schiena le cui cause, pare, non siano state ben identificate dai sanitari che, poco dopo, hanno mandato a casa Cesare Galletto. Ed è proprio nella sua abitazione che il 38enne si è sentito male la notte successiva, costringendo la fidanzata a telefonare al 118. Da qui il nuovo arrivo al San Bartolomeo dove però Cesare Galletto è spirato poco dopo, fulminato forse da fatale malore le cui cause saranno stabilite solo grazie all'esame autoptico. Cesare Galletto era nato a Carrara ma fin da giovanissimo viveva a Battifollo. Aveva frequentato l'istituto agrario di Soliera e, dopo il diploma, lavorava nel settore agricolo. Tra i suoi insegnanti anche il sindaco Massimo Caleo che di lui conserva un buon ricordo: «Un ragazzo senza grilli per la testa e gran lavoratore. Non ho parole per descrivere il mio cordoglio, se non dire che sono vicino alla famiglia». Un ragazzo buono: così ricorda chi ha conosciuto Cesare Galletto che, prima di trasferirsi a Dogana per convivere assieme alla fidanzata Luisa, abitava con la mamma, Carla Venturini e il fratello Francesco. Ex calciatore dilettante, Cesare aveva militato in diverse squadre della Val di Magra tra cui Fosdinovese e Bradia. Una fatto curioso quanto drammatico:ùnel novembre del 2009m Cesare Galletto era stato vittima di un pestaggio a opera di tre nomadi, avvenuto su viale XXV Aprile all'altezza dell'ex albergo Mogol. Secondo quanto il giovane riferì ai carabinieri, mentre stava ordinando un panino al chiosco lì vicino, venne prima apostrofato e poi picchiato da tre ragazzi che poi fuggirono con la sua auta, ritrovata più tardi abbandonata nei pressi di Luni Mare.
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