Il Tirreno

Giorgini: divise in arrivo ma bisogna pagarle

La scuola media Giorgini di Montignoso
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La scuola media Giorgini di Montignoso

Sponsor solo su richiesta, continua la guerra sull'uniforme scolastica

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 MONTIGNOSO. E sotto l'albero, le divise scolastiche. Impacchettate da polemiche sempre più dure. La vicenda dell'uniforme per gli allievi della media Giorgini si arricchisce di nuovi capitoli e ottiene l'attenzione di Repubblica e Corriere (con articoli sulle edizioni web).  "Con la presente si comunica che il giorno 21-12 saranno consegnate alla nostra scuola i completi scolastici a suo tempo ordinati", informa una nota indirizzata ai rappresentanti di classe che circolava nei giorni scorsi nelle aule della media Giorgini.  La stessa nota, però, chiede anche soldi: "Entro martedì 20 (oggi per chi legge ndr.) da parte dei rappresnetanti di classe vanno raccolti e consegnati alla presidenza gli imposti dovuti da ogni famiglia".  Quanto basta per fare riesplodere la polemica. «E lo sponsor sbandierato dalla preside - la Fondazione Campolonghi - che avrebbe coperto i costi della divisa dov'è finito? Perchè si presenta il conto ai genitori?», tuonano i genitori del fronte "no divisa".  La direttrice scolastica Tosca Barghini prova a difendersi: «Lo sponsor c'è, non si preoccupino i genitori. E tutti possono chiedere il contributo per i completi (32 euro per i pantaloni, 27 per la gonna, 28 per la felpa, 21 euro il costo della polo; 66 euro il completo di tre pezzi). Andranno in segreteria e avranno istruzioni in materia». Cioè, ammette la dirigente scolastica: il contributo deve essere espressamente richiesto, altrimenti l'uniforme la paga la famiglia.  Il Comitato genitori, però, insiste: «Basta con questa presa in giro. La preside prima dice di avere trovato lo sponsor per le divise, poi chiede ai rappresnetanti di classe di raccogliere presso i genitori i soldi per pagarle. E basta - rincara la dose - con queste procedure al limite della legalità e poco trasparenti: l'acquisto delle divise doveva essere fatto scegliendo la ditta che le fornisce tramite una gara ad evidenza pubblica, la scuola non può fare da agente commerciale per un'azienda privata racogliendo soldi da portare alla preside».  E poi, è la conclusione, «resta il principio che la divisa non può essere imposta ai nostri figli. E noi non la acquisteremo».  La direttrice Barghini replica anche sulla questione procedura: «Non è la scuola come istituzione che ha acquistato il completo. È ovvio che per farlo avrebbe i soldi, che non ha; e che avrebbe dovuto seguire una procedura ben precisa. Sono stati i genitori, dopo aver preso in esame diversi preventivi, a scegliere la divisa e a fare l'ordine. Tutto trasparente».  «Ma quale trasparenza - è l'ultima accusa del Comitato "anti-divise". Invitiamo tutti i genitori, anche quelli favorevoli alla divisa a non acquistare quel completo. Non solo non sono oblbigati a farlo, ma rischiano di farsi coinvolgere in una procedura non corretta».  Si tiene fuori dallo scontro il sindaco Narciso Buffoni. Il quale, tuttavia, ha detto no alla richiesta della Giorgini di cucire sul completo blu della scuola il logo simbolo del municipio di Montignoso: tre colline con sopra tre rose. Così felpa e T-shirt avranno come logo un altro disegno: mare, monti e rocca Aghinolfi.  Intanto, la formazione di destra Gioventù Italiana fa sapere, tramite il suo segretario provinciale Lorenzo Ricci, di essere a favore della divisa. «Non possiamo che essere completamente in accordo - così si esprime Ricci - con la proposta della preside. Un'uniforme non può che portar benefici all'interno di un contesto sociale come quello scolastico, dominato da gelosie e discriminazioni spesso legate al ceto sociale e, come naturale conseguenza, alla maggiore o minore notorietà dei marchi di abbigliamento indossati. L'uniforme instilla nei giovani un senso di serietà necessario nella vita quotidiana, sviluppando anche una caratterizzazione molto più profonda del singolo, derivante dalla personalità e dalla capacità mentali di ogni studente». Gioventù Italiana si augura infine che questa iniziativa trovi adesioni in tutte le scuole della provincia. C.F.

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