Proteste
16 persone rischiano il processo
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La procura di Massa L'indagine sul night di Antona iniziata nel 2005
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MASSA. Chiesto il rinvio a giudizio delle sedici persone indagate nell'inchiesta sul circolo di Antona Le Follie. Un vero e proprio night, dove venivano costrette a esibirsi decine di ragazze provenienti dall'est. Le accuse bvanno dallo sfruttamento della prostituzione al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il fascicolo era in mano al sostituto procuratore Federico Manotti e siccome è stato trasferito verrà assegnato a un altro collega. L'udienza preliminare si terrà l'8 marzo 2012. Il gup Ermanno De Mattia dovrà decidere se mandare a processo il massese Ermenegildo Nani, più altre persone che erano state arrestate nel 2006 dai carabinieri. Si tratta dell'ex presidente della Fenalc di Massa-Carrara e di Lucca e componente del direttivo nazionale della Federazione, Salvatore Di Maio, Ionela Hristea, Sergio D'Andrè, Georgeta Ghiorghe, Maurizio Bernardini, Michele Terranova, Mario Parrella, Alberto Fallani, Sanzio Badiani e Roberto Bruno. Le ragazze secondo l'accusa arrivavano in Italia per fare le ballerine di lap dance in una rete di circoli privati, ad Antona e nel resto della Toscana. Tutte avevano un permesso di soggiorno per fini turistici di tre mesi rilasciato regolarmente. In novanta giorni facevano il giro di quattro locali. Poi se erano brave e particolarmente apprezzate dalla clientela si vedevano rinnovare il visto turistico, altrimenti l'organizzazione le abbandonava al loro destino. La loro bravura veniva valutata dagli spettacolini privati che si tenevano in piccoli camerini di due metri per due, dove era impossibile non venire a contatto con l'unico spettatore che più che guardare era lì per toccare e andare oltre. Uno hard show che durava una quindicina di minuti e costava cinquanta euro. Le ballerine venivano scelte in Romania, dove l'organizzazione aveva un paio di osservatori. A valutare l'avvenenza delle ragazze ci pensava una donna rumena: Ionela Hristea. Ex entreneuse aveva tanti contatti nel suo paese d'origine e sapeva come muoversi nell'ambiente dei night club. Le giovani - tutte dai 20 ai 25 anni - sapevano che dovevano andare a lavorare in un circolo a luci rosse, ma non tutte erano a conoscenza che con i clienti dovevano essere particolarmente smaliziate fino al punto di appartarsi. Una volta composta la squadra, Hristea affidava le future lap dancer a un paio di presunti impresari. In particolare uno dei due uomini aveva il compito di accompagnare il sexy team in Italia. Un viaggio che avveniva in pulmino oppure in aereo. La prima tappa all'inizio era Antona, dove le lap dancer dovevano dare sfoggio delle loro qualità.
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